Chi era Simone Ruggia, il sergente tra le vittim* dell’incident* in Bosnia
Ci sono notizie che arrivano all’improvviso e lasciano senza parole, in un istante, intere comunità, famiglie e colleghi di lavoro.
È quanto accaduto in queste ore, dopo l’incidente che ha coinvolto un elicottero militare italiano durante un volo di addestramento.
Il velivolo è precipitato poco dopo il decollo, in un pomeriggio senza vento né pioggia, lasciando dietro di sé molte domande.
Quattro le persone che non ce l’hanno fatta, tutte italiane, tutte impegnate al servizio del Paese.
Dietro ognuno di quei nomi c’è una storia fatta di impegno, sacrifici e affetti che oggi si ritrovano uniti nel ricordo.
Una di queste storie riguarda un militare che da anni aveva fatto della propria divisa una scelta di vita.
Un percorso che lo aveva portato a vivere lontano dalla sua città natale, ormai da diversi anni.
Accanto a lui, nella vita di tutti i giorni, c’erano le persone più care, che ora si stringono nel silenzio e nella commozione.
Sulle cause dell’incidente è in corso un’indagine approfondita, mentre l’Italia intera si interroga su quanto accaduto in quei pochi secondi.
L’elicottero, un CH-47 Chinook, è precipitato nella pianura di Brcko, nel nord-est della Bosnia Erzegovina, poco dopo il decollo per un volo di addestramento.
Il personale a bordo era impegnato nell’operazione Eufor Althea, la missione europea per il mantenimento della pace nel Paese balcanico.
Tra coloro che hanno perso la vita ci sono due membri del Corpo Militare volontario della Croce Rossa Italiana.
Si tratta del medico-tenente Franco Adriano Zecchillo e dell’infermiera-sergente Laura Procacci, 24enne originaria di Andria.
Un altro operatore della Cri, impiegato nel team di evacuazione medica, è rimasto coinvolto riportando alcune lesioni ed è ora ricoverato.
Le altre due persone che non ce l’hanno fatta erano militari dell’Esercito in servizio al Comando Aviazione dell’Esercito (Aves) di Viterbo.
Chi era quel militare, da dove veniva e chi lascia? Una storia struggente, che sta rimbalzando su tutti i principali notiziari nazionali e non solo.
Uno di loro è il sergente Simone Ruggia, originario di Salerno, che prestava servizio insieme al collega Claudio Marchesi nel Primo reggimento Antares.
Ruggia viveva e lavorava a Viterbo da almeno otto anni, lontano dalla sua terra, la Campania.
Il sergente lascia la fidanzata, i genitori e la sorella, che ora si stringono attorno al suo ricordo.
Il collega Claudio Marchesi era invece originario di Orvieto. Sulle cause dell’incidente indaga la missione Eufor, che fornirà aggiornamenti a fatti accertati.









