“Come ho scoperto la Sla”. Materazzi, i sintomi della malattia

Ci sono racconti che arrivano dritti al cuore, perché parlano di coraggio, di famiglia e di una quotidianità stravolta all’improvviso.

È il caso di Matteo Materazzi, ex calciatore e oggi procuratore sportivo, tornato a parlare apertamente del momento più difficile della sua vita.

Accanto a lui, come sempre, c’era la moglie Maura, presenza costante in un percorso che ha messo alla prova l’intera famiglia.

Il fratello del campione del mondo Marco Materazzi ha scelto di ripercorrere con sincerità i mesi che hanno cambiato tutto.

Tutto era iniziato con piccoli segnali, quasi impercettibili, che in un primo momento sembravano non destare particolare preoccupazione.

Fastidi che venivano attribuiti a cause comuni, come capita a tanti, senza che nessun accertamento riuscisse a chiarire davvero cosa stesse succedendo.

Poi un episodio inatteso, avvenuto in un contesto del tutto quotidiano, ha fatto suonare un campanello d’allarme.

A notarlo sono stati due volti molto noti del calcio italiano, che hanno subito intuito la necessità di approfondire.

Da quel momento è iniziato un percorso che lo stesso Materazzi descrive con parole dure ma piene di dignità.

Quali sono stati i primi segnali e come è arrivata la diagnosi?

Spesso il corpo manda segnali discreti, che nella frenesia di tutti i giorni rischiano di essere sottovalutati.

Un lieve fastidio, una difficoltà nei movimenti, una stanchezza insolita: dettagli che si tende ad attribuire a cause banali.

Eppure, in alcuni casi, proprio quei piccoli segnali sono l’inizio di una storia ben più complessa.

Lo racconta con lucidità chi l’ha vissuta in prima persona, scegliendo di condividerla per sensibilizzare.

Una testimonianza intensa, affidata alle telecamere di un programma molto seguito.

A “Verissimo”, con la moglie Maura, Matteo Materazzi ha raccontato la sua convivenza con la sclerosi laterale amiotrofica: “È una malattia infame, che ogni giorno mi toglie qualcosa”.

Nella primavera del 2024 aveva iniziato a trascinare il piede sinistro, pensando a schiena o tendini. “Già da marzo 2024 zoppicava e non riusciva a capire cosa fosse”, ha spiegato Maura.

Durante un torneo del figlio, una caduta sugli spalti ha insospettito Claudio Marchisio e Massimo Mauro, che gli hanno consigliato il neurologo Mario Sabatelli del Centro NeMo di Roma.

A settembre 2024 è arrivata la diagnosi. “Ti abitui a uno status, poi arriva un peggioramento”, ha raccontato.

I primi sintomi della Sla, che colpisce i motoneuroni, possono essere lievi e confusi con problemi ortopedici, ritardando così la visita neurologica.