“Non avete fatto niente”: Bonelli e Fratoianni contestati al presidio dei camionisti

AVELLINO – Doveva essere un momento di ascolto e confronto con le categorie produttive colpite dal caro carburanti, ma la visita di Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni al presidio degli autotrasportatori di Avellino Est si è trasformata anche in un’occasione di contestazione. I due deputati di Alleanza Verdi e Sinistra, arrivati il 22 ottobre nei pressi del casello dell’A16 Napoli-Canosa per incontrare camionisti e agricoltori, sono stati chiamati direttamente in causa da uno dei presenti.

«Voi siete stati al governo e non avete fatto niente». È questa la frase rivolta ai due esponenti politici da un imprenditore presente al presidio, organizzato per denunciare l’aumento dei costi del carburante e le difficoltà economiche che stanno mettendo sotto pressione il settore dei trasporti e quello agricolo.

Lo scambio, ripreso in un video diffuso sui social e rilanciato da diverse testate giornalistiche, ha attirato l’attenzione anche per la reazione dei presenti. Come riportato da Libero e Il Tempo, l’intervento del contestatore è stato accompagnato dagli applausi di alcuni partecipanti. A pubblicare il filmato sui social sarebbe stato il giornalista Enzo Costanza.

Il caro carburanti al centro della protesta

La visita di Bonelli e Fratoianni si inserisce in un contesto di crescente preoccupazione per i costi sostenuti da autotrasportatori e agricoltori. Le due categorie denunciano da tempo l’impatto dei rincari energetici sui bilanci delle imprese, con conseguenze sulla sostenibilità delle attività e sui prezzi lungo le filiere produttive.

Durante il confronto ad Avellino Est, il tema principale è stato proprio quello del gasolio. Secondo quanto riferito da Bonelli nel corso di un intervento alla trasmissione Omnibus, su La7, alcuni operatori avrebbero segnalato un aumento significativo del prezzo del carburante: da circa 85 centesimi al litro, meno di un anno prima, fino a raggiungere quota 1,60 euro.

Cifre che, secondo il deputato di AVS, rendono sempre più difficile per le imprese sostenere i costi operativi senza trasferire ulteriori aumenti sui prezzi finali.

Bonelli ha inoltre criticato l’atteggiamento del governo guidato da Giorgia Meloni, accusandolo di concentrarsi sulle possibili intimidazioni, sulle infiltrazioni e sull’eventuale ricorso alla precettazione, anziché intervenire sulle ragioni economiche alla base della protesta.

Pomodori pagati 60 centesimi e venduti fino a 11 euro al chilo

Nel corso dell’incontro è emersa anche la questione dei prezzi nella filiera agroalimentare, con particolare riferimento alla distanza tra quanto viene riconosciuto ai produttori e quanto pagano i consumatori nei supermercati.

Bonelli ha citato il caso dei pomodori datterini, sostenendo che agli agricoltori vengano riconosciuti circa 60 centesimi al chilo, mentre il prodotto arriverebbe a essere venduto nei supermercati di Roma e Milano fino a 11 euro al chilo.

Un divario che, secondo l’esponente di AVS, evidenzia le criticità nella distribuzione del valore lungo la filiera. Da un lato, i produttori lamentano margini insufficienti e costi crescenti; dall’altro, le famiglie devono fare i conti con prezzi sempre più elevati per acquistare generi alimentari.

Per Bonelli, intervenire sul costo dell’energia non sarebbe quindi sufficiente: servirebbero anche misure capaci di affrontare gli squilibri economici tra produzione agricola, distribuzione commerciale e vendita al dettaglio.

La proposta di AVS: un contributo sugli extraprofitti energetici

Sul fronte delle soluzioni, Bonelli e Fratoianni rilanciano la proposta di introdurre un contributo straordinario sugli extraprofitti delle grandi società energetiche. Le risorse raccolte, nelle intenzioni dei due leader, dovrebbero essere destinate al sostegno delle famiglie e delle imprese maggiormente penalizzate dai rincari.

Durante la visita al presidio, i rappresentanti di AVS hanno annunciato iniziative parlamentari e legislative, chiedendo anche la definizione di un piano strategico nazionale a sostegno delle aziende agricole.

Bonelli ha contestato, inoltre, il ricorso alle risorse pubbliche per finanziare gli interventi sulle accise, sostenendo che il costo delle misure di sostegno potrebbe essere coperto attraverso un contributo a carico delle grandi società energetiche, evitando così di sottrarre fondi ad altri settori.

Il confronto politico resta aperto

La visita ad Avellino Est ha dunque riportato al centro del dibattito due questioni strettamente legate: la crisi economica che attraversa alcune categorie produttive e la capacità della politica di offrire risposte concrete.

Se da una parte Bonelli e Fratoianni hanno utilizzato l’incontro per sostenere le richieste di agricoltori e autotrasportatori e rilanciare le proprie proposte contro il caro carburanti, dall’altra la contestazione ricevuta ha mostrato come il malcontento possa investire anche gli esponenti politici che si presentano al presidio in segno di solidarietà.

La frase rivolta ai due deputati, «Voi siete stati al governo e non avete fatto niente», ha sintetizzato la critica di chi chiede interventi immediati e mette in discussione le responsabilità della classe politica. Una contestazione che si affianca alle richieste economiche dei manifestanti e che riporta al centro una domanda fondamentale: quali misure concrete possono garantire un futuro sostenibile a chi lavora ogni giorno nei trasporti e nell’agricoltura?