“Cosa ha fatto”. Scontri Milano, l’11enne fermato: chi sono i genitori

I filmati circolati sui social dopo i disordini nel centro di Milano hanno attirato l’attenzione su un protagonista giovanissimo, ripreso mentre si muoveva tra le vie della città.
Le immagini hanno fatto rapidamente il giro del web, alimentando commenti e interrogativi sull’identità dei ragazzi coinvolti negli episodi avvenuti durante il fine settimana.
Tra i volti finiti al centro dell’attenzione c’è quello di un bambino di appena undici anni, riconoscibile dal passamontagna e dagli abiti scuri indossati durante i momenti più concitati.
Le riprese lo mostrano in diverse situazioni, comprese alcune scene davanti a negozi del centro. Proprio quei video hanno contribuito a ricostruire i suoi movimenti e a portare le autorità sulle sue tracce.
Ma dietro le immagini diventate virali c’è una realtà meno immediata da comprendere, che riguarda non soltanto gli avvenimenti in città, ma anche l’ambiente quotidiano del giovanissimo.

A raccontarla sono soprattutto le persone che lo conoscono al di fuori dei filmati: i compagni di scuola, i ragazzi del quartiere e chi lo incontra abitualmente nelle strade della periferia milanese.
Le loro testimonianze restituiscono un ritratto ben preciso dell’11enne,
La diffusione delle immagini lo ha trasformato in uno dei protagonisti più discussi degli episodi avvenuti nel capoluogo lombardo.
Gli inquirenti, intanto, fanno luce su cosa lo abbia spinto a partecipare a quei momenti e quanto fosse consapevole del contesto in cui si trovava.
Ma chi sono i genitori dell’11 fermato a Milano?

Tra i protagonisti degli scontri avvenuti a Milano , le forze dell’ordine hanno fermato un bambino di undici anni.
È il più giovane manifestante identificato dopo gli scontri. Ma cosa sappiamo dei suoi genitori?
Di origine marocchina, è arrivato in Italia con loro quattro anni fa. Vive nel quartiere Barona, nelle case popolari, e frequenta regolarmente la seconda media.
Alcuni video, diventati virali sui social, lo mostrano durante gli episodi di guerriglia urbana, vestito di scuro e con il passamontagna.
In una ripresa fugge da un negozio con vestiti e cinture rubati; in un’altra tenta di rompere le vetrine di un supermercato insieme ad altri manifestanti.

Altre immagini lo ritraggono vicino a un cestino incendiato.
Non avendo ancora compiuto quattordici anni, non è penalmente imputabile, ma potrebbe essere segnalato alla Procura dei Minori e ai servizi sociali.
Nel quartiere è conosciuto per il suo comportamento vivace e rumoroso. I compagni raccontano che gira spesso in monopattino o sui pattini e gioca a calcio per strada. A scuola ha un certo seguito, anche se alcuni ammettono di essere intimoriti dai suoi atteggiamenti.
Dopo la diffusione dei filmati, alcuni ragazzi lo prendono in giro sui social per la sua statura.
Secondo i compagni, però, lui sembra non preoccuparsene. Inoltre, pare che non conoscesse le ragioni della manifestazione contro il caro vita. Sarebbe andato agli scontri soprattutto per fare confusione e impossessarsi di oggetti da rivendere facilmente.







