Papa Leone torna in piazza per l’Angelus: “Grazie al Gemelli, riprenderò gradualmente”
ROMA – Un applauso caloroso ha accolto Papa Leone XIV quando, puntualmente a mezzogiorno, si è affacciato dalla finestra del Palazzo Apostolico per recitare l’Angelus. A meno di 24 ore dalle dimissioni dal Policlinico Gemelli, il Pontefice è tornato davanti ai fedeli di Piazza San Pietro, mostrando un volto sorridente e un atteggiamento sereno dopo cinque giorni di ricovero e un delicato intervento chirurgico al polmone.
Il primo Angelus dopo l’operazione ha rappresentato un momento particolarmente atteso dai fedeli, rimasti in apprensione durante le giornate trascorse in ospedale. Leone XIV ha letto il testo preparato con un ritmo leggermente rallentato, ma senza esitazioni, ricevendo applausi e manifestazioni di affetto dalla piazza.
Le prime parole sono state dedicate proprio a chi lo ha sostenuto durante la malattia: un ringraziamento ai fedeli che hanno pregato per lui e al personale sanitario che lo ha assistito durante il ricovero.
Il ringraziamento del Papa: «Ho sentito il vostro sostegno»
Nel suo intervento, Leone XIV ha voluto esprimere riconoscenza a quanti gli sono stati vicini in questi giorni difficili, ricordando in particolare il lavoro dei medici e degli infermieri del Gemelli.
«Grazie a chi ha pregato per me, ho sentito il vostro sostegno. Particolare riconoscenza esprimo ai medici, agli infermieri e a tutto il personale del Gemelli», ha dichiarato il Pontefice.
Il Papa ha poi spiegato come l’esperienza del ricovero gli abbia permesso di comprendere ancora più profondamente la condizione di chi affronta la malattia e la fragilità fisica.
«Questa esperienza mi ha fatto provare in modo particolare la vicinanza a quanti attraversano la malattia e una condizione di infermità», ha aggiunto.
Parole che hanno dato un significato particolare al suo ritorno pubblico: non soltanto un segnale positivo sul piano delle condizioni di salute, ma anche un messaggio di vicinanza alle persone che vivono situazioni di sofferenza.
Il Pontefice ha quindi anticipato una ripresa graduale degli impegni, sottolineando l’importanza della fede e del sostegno ricevuto.
«Superata questa fase delicata, come sapete adesso riprenderò gradualmente le mie attività, sempre con l’aiuto di Dio e le vostre preghiere. Grazie ancora a tutti e buona domenica», ha concluso.
Il messaggio dell’Angelus: «Liberi per il bene»
Accanto al riferimento alla propria convalescenza, l’Angelus ha mantenuto al centro la riflessione spirituale proposta dal Vangelo della domenica.
Leone XIV ha richiamato il rapporto tra responsabilità umane e fede, soffermandosi sul significato delle parole evangeliche «Rendere a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».
«In Gesù contempliamo un Dio che non teme la storia e viene invece ad abitarla. Il suo Regno non toglie le cariche e le responsabilità umane. Chiede però di vivere senza compromessi, liberi da cattive ambizioni e ingiusti interessi, anteponendo a tutto il Regno di Dio e la sua giustizia», ha affermato il Pontefice.
Il messaggio si è quindi concentrato sul valore della coerenza, della libertà interiore e della ricerca del bene.
«È proprio questo il profilo di chi “rende a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”: essere veritieri, senza soggezione e ipocrisia, liberi per il bene», ha aggiunto.
Una riflessione che ha accompagnato il ritorno del Papa agli appuntamenti pubblici, dopo giorni segnati dall’attenzione per le sue condizioni cliniche.
Cinque giorni al Gemelli dopo l’intervento al polmone
Leone XIV è stato dimesso dal Policlinico Gemelli nella giornata di ieri, dopo cinque giorni di ricovero. Durante la degenza è stato sottoposto a un intervento chirurgico per l’asportazione di un adenocarcinoma polmonare, una forma di tumore maligno, localizzato al lobo inferiore destro.
L’operazione, secondo le informazioni diffuse durante il ricovero, è durata circa 90 minuti. Le condizioni del Pontefice sono state monitorate attraverso esami del sangue, controlli radiologici e valutazioni cliniche successive all’intervento.
Nel quinto bollettino medico, firmato da Luigi Carbone e Stefano Margaritora, il chirurgo che ha operato il Papa, è stata confermata l’idoneità alle dimissioni.
«In considerazione degli esami del sangue, del controllo radiologico del torace eseguiti questa mattina e valutato il quadro clinico il Santo Padre è stato giudicato idoneo alla dimissione», si legge nella comunicazione sanitaria.
Il decorso postoperatorio è stato quindi giudicato sufficientemente positivo da consentire al Pontefice di lasciare l’ospedale e rientrare in Vaticano.
Esami istologici attesi e recupero graduale
Nonostante le dimissioni e il ritorno all’Angelus, il percorso di recupero non può ancora considerarsi concluso. Nei prossimi giorni sono attesi i risultati degli esami istologici, che contribuiranno a definire il quadro clinico successivo all’intervento.
Il Papa dovrà inoltre riprendere progressivamente le proprie attività, rispettando i tempi necessari per recuperare pienamente le energie.
Il professor Stefano Margaritora ha riferito che, allo stato attuale, non ci sarebbero motivi clinici per escludere il viaggio in America Latina programmato a partire dal 6 novembre. Il chirurgo ha indicato in circa dieci giorni il tempo necessario per il recupero pieno, fermo restando il monitoraggio delle condizioni del Santo Padre.
La conferma definitiva della possibilità di affrontare gli impegni internazionali dipenderà comunque dall’evoluzione della convalescenza e dalle successive valutazioni mediche.
Il ritorno in pubblico dopo la paura
L’uscita dal Gemelli e la presenza all’Angelus hanno rappresentato due momenti importanti per i fedeli, che hanno seguito con preoccupazione gli aggiornamenti sulla salute di Leone XIV.
Il Pontefice ha mostrato un atteggiamento sereno, ha ringraziato quanti lo hanno sostenuto e ha ribadito la volontà di tornare gradualmente alle proprie responsabilità.
La giornata si chiude così con segnali incoraggianti, ma anche con la consapevolezza che il recupero richiede ancora prudenza. Gli esami istologici e il monitoraggio clinico saranno determinanti per definire i prossimi passi.
Intanto, dalla finestra del Palazzo Apostolico, il Papa è tornato a parlare ai fedeli. E il suo primo messaggio, dopo il ricovero e l’intervento, è stato soprattutto un gesto di riconoscenza verso chi gli è stato vicino nel momento della fragilità.








