No Meloni Day, studenti in piazza in tutta Italia: alta tensione a Torino, incendi a Verona
Cortei e mobilitazioni in tutta Italia contro le politiche del governo Meloni e del ministro Valditara. Al centro della protesta il caro vita, l’edilizia scolastica, i finanziamenti all’istruzione e il limite agli alunni stranieri nelle classi. A Torino rafforzate le misure di sicurezza dopo giorni di occupazioni e tensioni. A Verona incendiati cinque cassonetti e un monopattino.
Le scuole italiane tornano a mobilitarsi con il No Meloni Day, la giornata di protesta studentesca che attraversa il Paese da Torino a Roma, da Milano a Bologna, fino a Bari, Cagliari e Genova. Al centro della mobilitazione ci sono le politiche del governo guidato da Giorgia Meloni e le scelte del ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ma anche le condizioni degli edifici scolastici, il costo crescente della vita e le difficoltà che attendono i giovani dopo il diploma.
Gli studenti chiedono maggiori investimenti nella scuola pubblica, strutture sicure e servizi adeguati, oltre a un sistema scolastico più inclusivo. Tra i temi contestati figura anche il limite del 30% di alunni stranieri nelle classi, considerato dai manifestanti una misura discriminatoria.
La giornata si svolge in un clima di tensione, dopo giorni segnati da occupazioni, scioperi ed episodi di danneggiamento in diversi istituti. Le forze dell’ordine hanno predisposto controlli e misure di sicurezza nelle principali città interessate dai cortei.
Torino, corteo contro il governo dopo giorni di occupazioni
È particolarmente delicata la situazione a Torino, dove gli studenti sono scesi in strada dopo una serie di proteste che hanno coinvolto numerosi istituti cittadini. Nei giorni precedenti si sono registrate occupazioni e incursioni nelle scuole, tra cui quella compiuta da una quarantina di giovani a volto coperto in tre istituti.
Il corteo si è aperto con slogan contro il governo e richieste di nuove occupazioni. Tra le frasi scandite dai manifestanti, «Dieci, cento, mille occupazioni» e «Giorgia Meloni devi andartene».
Gli studenti si sono radunati in piazza XVIII Dicembre, mentre davanti al liceo Gioberti è comparso uno striscione con la scritta: «Soldi alla scuola, no alla guerra. Scuole in rivolta per un futuro nuovo».
Per garantire lo svolgimento della manifestazione, le autorità hanno predisposto un dispositivo straordinario di sicurezza, con modifiche alla viabilità e al trasporto pubblico e limitazioni agli accessi alla stazione di Porta Susa e alla metropolitana.
Roma, migliaia di studenti in corteo contro Valditara
Nella Capitale la mobilitazione ha coinvolto numerosi licei e organizzazioni studentesche. Il corteo è partito alle 9.45 dalla fermata Cavour della metropolitana B, attraversando il centro storico con la partecipazione di studenti provenienti, tra gli altri, dagli istituti Virgilio, Gassman, Albertelli e Augusto.
Secondo gli organizzatori, i partecipanti sono migliaia. Presenti il Coordinamento autonomo studentesco romano, Osa e Les Blocages. Tra bandiere palestinesi, striscioni e cori, i manifestanti chiedono una scuola pubblica in grado di garantire formazione, servizi e opportunità concrete.
Il percorso interessa anche le aree del Colosseo e del Circo Massimo, con un presidio delle forze dell’ordine lungo il tragitto. Tra le possibili destinazioni indicate per il corteo figura il ministero dell’Istruzione e del Merito.
La giornata romana è caratterizzata anche da altri appuntamenti che richiedono particolare attenzione sul fronte della sicurezza: le commemorazioni per l’83° anniversario del rastrellamento del ghetto di Roma e la manifestazione dei Fridays for Future, prevista nel pomeriggio con partenza da piazzale Ostiense.
Milano, protesta contro il limite del 30% di alunni stranieri
A Milano gli studenti sono partiti da largo Cairoli per il corteo promosso dal Coordinamento dei collettivi studenteschi, intitolato «A scuola nessuno è solo».
La manifestazione contesta le politiche del governo Meloni e del ministro Valditara, con particolare riferimento alla limitazione della presenza di alunni stranieri nelle classi. «Fuori i razzisti dalla scuola» è uno degli slogan della protesta.
Accanto alla richiesta di una scuola inclusiva e antirazzista, i manifestanti denunciano le condizioni degli edifici, chiedono maggiori finanziamenti per l’istruzione e sollecitano interventi contro l’aumento dei costi di trasporti e alloggi.
Bologna e Veneto, mobilitazioni in più città
A Bologna la protesta studentesca è partita dal liceo Galvani e si è progressivamente estesa ad altri istituti, con cortei diretti verso l’Ufficio scolastico. Alla mobilitazione contro le politiche dell’istruzione si affiancano le iniziative ambientaliste dedicate all’emergenza climatica.
In Veneto sono partite manifestazioni a Padova, Mestre e Treviso. I partecipanti contestano le scelte del governo in materia scolastica e manifestano solidarietà alle mobilitazioni in corso in Francia. A Padova l’attenzione resta alta dopo i provvedimenti preventivi adottati dalla Questura nei confronti di alcuni minorenni, accusati di istigazione alla violenza. Nel pomeriggio è prevista un’altra iniziativa a Belluno, promossa dalla Rete degli Studenti Medi.
Bari, 300 studenti in piazza per la scuola pubblica
A Bari circa 300 studenti delle scuole superiori hanno partecipato alla manifestazione promossa da Osa, partita alle 9 da piazza Umberto.
Le rivendicazioni riguardano soprattutto la scarsità di risorse destinate all’istruzione, le condizioni degli edifici scolastici e le prospettive occupazionali dei diplomati degli istituti tecnici e professionali.
La richiesta è quella di una scuola pubblica capace non soltanto di garantire il diritto allo studio, ma anche di offrire ai giovani strumenti e opportunità per costruire il proprio futuro lavorativo.
Cagliari, 600 studenti: «Soldi alla scuola, non alla guerra»
A Cagliari sono circa 600 gli studenti che hanno preso parte al corteo del No Meloni Day. La manifestazione è partita da piazza Garibaldi e si è diretta verso la sede del Consiglio regionale, in via Roma.
Ad aprire il corteo una grande bandiera dei Quattro Mori. Il messaggio dei manifestanti è chiaro: chiedono che una quota maggiore delle risorse pubbliche venga destinata all’istruzione anziché alle spese militari.
Genova, anche i docenti si schierano con gli studenti
La mobilitazione coinvolge anche il personale scolastico. A Genova gli studenti del liceo artistico Klee Barabino hanno occupato l’istituto, mentre diverse organizzazioni sindacali hanno annunciato lo stato di agitazione del personale docente.
La protesta è sostenuta da Flc Cgil, Gilda, Snals e Usb Scuola, insieme alle rappresentanze sindacali interne di Flc Cgil e Snals. Un segnale che amplia il fronte della mobilitazione, affiancando alle richieste degli studenti quelle dei lavoratori della scuola.
Verona, incendiati cinque cassonetti e un monopattino
Sul fronte della cronaca, momenti di tensione si sono registrati davanti all’Istituto statale Giorgi di Verona, dove alcuni studenti hanno incendiato cinque cassonetti e un monopattino, dopo aver fatto esplodere alcuni petardi.
Secondo le prime ricostruzioni riportate, l’azione sarebbe stata organizzata attraverso una chat prima dell’inizio delle lezioni, in segno di protesta contro i provvedimenti disciplinari adottati dalla dirigenza scolastica dopo alcune risse avvenute nelle classi.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e la polizia.
Gli episodi di Verona e Torino si inseriscono in un quadro di tensioni che accompagna la mobilitazione nazionale. Le proteste studentesche, tuttavia, si articolano in iniziative e rivendicazioni differenti da città a città, con al centro il finanziamento della scuola pubblica, il miglioramento degli edifici, il diritto allo studio e il rapporto tra istruzione e prospettive occupazionali.
Una protesta nazionale tra rivendicazioni e tensioni
Dal Nord al Sud, il No Meloni Day porta nelle piazze una serie di questioni che riguardano direttamente la vita quotidiana degli studenti: aule e strutture da riqualificare, trasporti costosi, difficoltà economiche delle famiglie, inclusione e futuro professionale.
La mobilitazione si accompagna però anche a episodi di vandalismo e danneggiamento che hanno richiesto l’intervento delle forze dell’ordine e dei vigili del fuoco. Una distinzione resta fondamentale: le rivendicazioni politiche e sociali espresse nei cortei non coincidono necessariamente con le azioni violente compiute da singoli gruppi.
La giornata riporta così al centro del dibattito il rapporto tra governo e mondo della scuola. Gli studenti chiedono risposte concrete e maggiori risorse, mentre le tensioni registrate negli ultimi giorni rendono ancora più urgente il confronto sulle condizioni degli istituti e sulle forme della protesta.









