“Protocollo Schettino”. Conte umilia Giorgia Meloni: clamoroso attacco

Scontro politico durante le dichiarazioni di voto sulle comunicazioni della premier in vista del Consiglio europeo. Il leader del Movimento 5 Stelle accusa Meloni di essersi sottratta ai confronti internazionali e critica la linea del governo su Gaza, Iran e caso Almasri. Affondo anche sulla manovra economica: «Le famiglie e le imprese pagano a caro prezzo la vostra incertezza».

Toni durissimi alla Camera dei deputati, dove Giuseppe Conte ha attaccato frontalmente Giorgia Meloni durante le dichiarazioni di voto sulle comunicazioni della presidente del Consiglio in vista del Consiglio europeo. Il leader del Movimento 5 Stelle ha accusato la premier di essere assente nei momenti decisivi del confronto internazionale, utilizzando un’espressione destinata ad alimentare lo scontro politico: «Ha preferito il protocollo Schettino».

Un intervento dai toni polemici, nel quale l’ex presidente del Consiglio ha messo nel mirino la politica estera del governo, le posizioni assunte dall’Italia sui principali scenari internazionali e le difficoltà legate alla manovra economica. Per Conte, l’esecutivo starebbe mostrando incertezza proprio mentre famiglie e imprese sono chiamate ad affrontare le conseguenze di una situazione internazionale complessa.

«Meloni l’abbiamo vista sparire dappertutto»

Il passaggio più duro dell’intervento riguarda le presunte assenze della presidente del Consiglio nei principali appuntamenti internazionali. Conte ha contestato a Meloni di non essersi presentata in occasioni che, a suo giudizio, avrebbero richiesto una presa di posizione chiara da parte dell’Italia.

«Ultimamente Meloni l’abbiamo vista sparire dappertutto, non si è presentata, è sparita pure davanti alle Nazioni Unite, eppure lei sa che è importante per un Paese del G7 parlare dal palazzo di vetro», ha dichiarato il presidente del M5S alla Camera.

L’ex premier ha quindi avanzato una serie di interrogativi sulle ragioni che, secondo la sua interpretazione, avrebbero portato la presidente del Consiglio a evitare determinati confronti.

«Aveva un certo imbarazzo forse perché ha voltato le spalle a 20.000 bambini trucidati a Gaza? Forse perché non si è schierata sulla guerra illegale in Iran?», ha incalzato Conte, collegando le sue critiche alla posizione italiana sui conflitti internazionali.

Si tratta di accuse politiche con cui il leader pentastellato ha voluto mettere in discussione la strategia diplomatica dell’esecutivo e la capacità della premier di rappresentare il Paese nelle sedi multilaterali.

Il caso Almasri e l’affondo sul «protocollo Schettino»

Nel suo intervento, Conte ha richiamato anche il caso Almasri, facendo riferimento al deferimento dell’Italia davanti alla Corte penale internazionale e alle contestazioni relative al rispetto del diritto internazionale.

«Perché l’Italia è stata deferita per il caso Almasri davanti alla Corte penale internazionale per violazione del diritto internazionale?», ha domandato il leader del Movimento 5 Stelle.

È in questo passaggio che arriva l’affondo più significativo contro la presidente del Consiglio: «Certo che è scappata, ha preferito il protocollo Schettino».

Il riferimento è a Francesco Schettino, comandante della nave Costa Concordia, naufragata nel gennaio 2012, diventato simbolo nell’immaginario pubblico dell’abbandono delle proprie responsabilità durante una situazione di emergenza.

Con questa espressione, Conte ha voluto accusare Meloni di sottrarsi alle proprie responsabilità politiche nei momenti più delicati. Un paragone particolarmente aggressivo, che segna il livello dello scontro tra il leader dell’opposizione e la presidente del Consiglio.

Manovra economica, Conte attacca il governo: «È sparita»

Le critiche di Conte non si sono fermate alla politica estera. Nel mirino è finita anche la gestione della manovra economica, sulla quale il leader del M5S ha denunciato mancanza di chiarezza e difficoltà nell’individuare una linea precisa.

«Ieri avete fatto scappare pure la manovra dal Consiglio dei ministri… è sparita, non si sa dov’è», ha affermato, contestando all’esecutivo di non avere ancora definito con sufficiente chiarezza le proprie scelte.

Conte ha poi collegato la questione economica al ruolo dell’Italia nei negoziati internazionali, criticando le indicazioni emerse dalle parole della premier in vista del Consiglio europeo.

«Stamattina, dalle sue parole, abbiamo appreso che l’Italia è scappata pure dal tavolo delle trattative, non sapete più come impostarle, cosa fare con il formato E3», ha dichiarato.

Il riferimento al formato E3 riguarda il coordinamento diplomatico tra Francia, Germania e Regno Unito, un quadro di confronto rilevante per le questioni europee e internazionali. Conte ha utilizzato questo tema per sostenere che il governo non avrebbe una strategia sufficientemente definita nei rapporti con i principali partner.

«Le famiglie e le imprese pagano a caro prezzo la vostra incertezza»

La conclusione dell’intervento ha riportato al centro le conseguenze economiche delle scelte dell’esecutivo. Secondo il leader del Movimento 5 Stelle, l’incertezza del governo non rimarrebbe confinata al confronto politico, ma finirebbe per ripercuotersi direttamente sulla vita quotidiana di cittadini e attività produttive.

«Intanto le famiglie e le imprese pagano a caro prezzo la vostra incertezza», ha affermato Conte.

È questo il messaggio con cui l’ex presidente del Consiglio ha chiuso il proprio attacco alla maggioranza: alla contestazione sulla politica estera si affianca quella sulla gestione economica, con l’accusa di un esecutivo incapace, a suo giudizio, di offrire risposte chiare in una fase delicata.

Le dichiarazioni alla Camera confermano così il clima di forte contrapposizione tra il Movimento 5 Stelle e il governo Meloni. Da una parte, l’opposizione denuncia presunte assenze diplomatiche, contraddizioni nella gestione dei rapporti internazionali e incertezze sulla manovra; dall’altra, il confronto resta aperto sulle scelte che l’Italia dovrà sostenere nei prossimi appuntamenti europei.

L’espressione «protocollo Schettino» è destinata a diventare uno dei passaggi più controversi dell’intervento di Conte, per la durezza del paragone e per il significato politico attribuito alla condotta della premier. Un attacco che porta lo scontro parlamentare ben oltre la normale dialettica sulle comunicazioni del governo e che mette ancora una volta al centro il confronto tra maggioranza e opposizione sulla credibilità dell’Italia in Europa e sullo scenario internazionale.