Di Battista torna in studio a DiMartedì: “Ho iniziato le terapie, il mio tumore è vulnerabile”

Alessandro Di Battista è tornato nello studio di DiMartedì per raccontare al pubblico come sta affrontando la malattia, a circa un mese dall’intervento d’urgenza subito a Cuba per un tumore al cervello. Intervistato da Giovanni Floris, l’ex deputato del Movimento 5 Stelle ha spiegato di aver iniziato le terapie e di vivere questa nuova fase con prudenza, ma anche con una buona dose di fiducia.
«I medici dicono che ci sono tutte le carte in regola per poter guarire», ha raccontato Di Battista. Un’affermazione accompagnata però dalla consapevolezza che il percorso è ancora lungo e che saranno le prossime valutazioni cliniche a stabilire l’effettiva risposta alle cure.
«Ho iniziato le terapie, temevo gli effetti collaterali»
Uno degli aspetti che più preoccupava Di Battista all’inizio del nuovo percorso era la possibilità di dover fare i conti con pesanti effetti collaterali.
«Ho iniziato le terapie, temevo gli effetti collaterali», ha spiegato durante l’intervista. Ma, almeno per il momento, la situazione sembra consentirgli di mantenere una quotidianità relativamente normale.
È proprio questa alternanza tra la consapevolezza della malattia e i momenti di normalità a caratterizzare il suo racconto.
«Quando mi sveglio e non mi sento tanto bene mi ricordo di avere la malattia. Quando conduco una vita normalissima non penso mai di avere una malattia», ha raccontato.
Parole che restituiscono la dimensione personale di una vicenda iniziata improvvisamente e che, in poche settimane, ha cambiato profondamente la sua vita.
«Il mio tumore è vulnerabile alle terapie»
Nel corso dell’intervista, Di Battista ha parlato anche delle caratteristiche del tumore e delle informazioni ricevute dai medici che lo stanno seguendo.
Secondo quanto riferito dall’ex parlamentare, la sua patologia presenterebbe caratteristiche molecolari che la renderebbero vulnerabile alle terapie.
«Il tipo di tumore che ho ha caratteristiche molecolari che lo rendono vulnerabile alle terapie», ha spiegato.
Un elemento che, secondo Di Battista, rappresenta un motivo di speranza. Resta comunque fondamentale verificare nel tempo la risposta dell’organismo ai trattamenti. «Perché non dovrebbe rispondere?», ha aggiunto, lasciando trasparire un atteggiamento fiducioso.
Le sue parole non rappresentano però una prognosi definitiva: l’efficacia delle terapie e l’evoluzione della malattia potranno essere valutate soltanto attraverso i successivi controlli e le indicazioni degli specialisti.
Il malore a Cuba e l’intervento d’urgenza
Tutto era iniziato durante un soggiorno a Cuba. Di Battista aveva accusato un malore e gli accertamenti avevano evidenziato la presenza di un edema cerebrale associato al tumore.
La situazione aveva richiesto un intervento immediato. I medici cubani erano riusciti a intervenire sull’edema e successivamente a operarlo, rimuovendo, secondo quanto raccontato dallo stesso Di Battista, «quasi tutto il tumore».
Dopo l’operazione era quindi iniziata una nuova fase, quella delle terapie e dei controlli, con il rientro in Italia e la necessità di proseguire il percorso indicato dai medici.
«Le ultime analisi sono buone»
L’ultimo aggiornamento fornito da Di Battista riguarda proprio gli esami effettuati nelle settimane successive all’intervento.
«Le ultime analisi sono buone, posso continuare a fare le terapie», ha spiegato.
Un risultato che gli permette dunque di proseguire il trattamento e che rappresenta, nel racconto dell’ex deputato, un segnale incoraggiante.
Dopo il grande clamore suscitato dalla notizia della malattia, Di Battista aveva già scelto di raccontare pubblicamente alcuni momenti del proprio percorso, mostrando progressivamente un miglioramento delle proprie condizioni.
La fiducia senza trionfalismi
Nonostante i segnali positivi, Di Battista mantiene un atteggiamento prudente. Il suo racconto non è quello di una battaglia già vinta, ma di un percorso ancora da affrontare.
L’ex parlamentare ha più volte preso le distanze dalla retorica del «guerriero», preferendo concentrarsi sugli aspetti concreti della propria situazione: seguire le indicazioni dei medici, affrontare le terapie e attendere i risultati dei prossimi controlli.
Il messaggio emerso dall’intervista a DiMartedì è quindi quello di una fiducia consapevole. Le prime indicazioni, secondo quanto riferito da Di Battista, sono positive e gli consentono di proseguire le cure. Ma il percorso è ancora all’inizio e saranno soltanto l’evoluzione della malattia e la risposta alle terapie a chiarire, passo dopo passo, il quadro clinico.
Per ora, dunque, Di Battista guarda avanti senza nascondere le difficoltà, ma con una convinzione precisa: continuare le cure e affrontare una giornata alla volta.







