“Abbiamo una nuova prova”. Garlasco, Bocellari: l’ultima rivelazione su Stasi

Il caso Garlasco torna ancora una volta al centro dell’attenzione. A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, la vicenda giudiziaria continua a essere attraversata da nuovi accertamenti, riletture degli atti e contestazioni tra le parti.

L’ultimo annuncio arriva dalla difesa di Alberto Stasi. L’avvocata Giada Bocellari, intervenuta nella puntata di Omnibus su La7, ha confermato che il team difensivo dispone di ulteriori elementi a favore dell’ex fidanzato di Chiara Poggi. Uno di questi, secondo la stessa legale, sarebbe destinato a suscitare particolare clamore.

Il contenuto, però, non è stato ancora rivelato.

L’annuncio di Bocellari

A introdurre l’argomento durante la trasmissione è stato il giornalista del TgLa7 Carmelo Schininà, che ha chiesto alla legale di confermare l’esistenza di un nuovo elemento a disposizione della difesa.

Bocellari ha inizialmente mantenuto una certa prudenza, per poi confermare che il materiale esiste. «Ci sono altri elementi che la difesa ha a disposizione oggi», ha spiegato, aggiungendo che uno di questi «farà particolare scalpore» a suo giudizio.

La precisazione più significativa riguarda la data: secondo la legale, il nuovo elemento non sarebbe collegato alle indagini svolte nel 2007.

Per il momento, dunque, non è possibile sapere quale sia la natura del materiale né quale potrebbe essere il suo peso nell’eventuale richiesta di revisione della condanna.

Il caso dei pedali della bicicletta

L’annuncio arriva in una fase particolarmente delicata del caso Garlasco, dopo la recente emersione di due risultati negativi relativi agli accertamenti sul Dna effettuati sui pedali della bicicletta di Stasi.

Secondo quanto riportato nelle cronache degli ultimi giorni, nel 2007 era stato ottenuto un primo risultato positivo nella ricerca del Dna di Chiara Poggi, seguito da due ulteriori esami con esito negativo. La circostanza è tornata oggi al centro del confronto tra i consulenti e le parti.

La difesa di Stasi considera questi elementi particolarmente importanti nell’ottica di una possibile richiesta di revisione della sentenza definitiva.

Gli ex consulenti della difesa, intanto, hanno contestato le ricostruzioni secondo cui sarebbero stati informati già nel 2007 dei successivi risultati negativi, sostenendo di averne appreso l’esistenza soltanto recentemente.

La nuova strategia della difesa

La questione del Dna sui pedali non sarebbe però l’unico fronte sul quale la difesa sta lavorando.

Secondo quanto riferito nelle ultime ore, il gruppo di consulenti incaricato dai legali di Stasi ha prodotto anche nuovi approfondimenti genetici. Tra gli accertamenti vengono citati quelli relativi alla camminata e alle scarpe di Stasi e di Andrea Sempio, oltre all’analisi delle impronte lasciate sulla scena del delitto.

Si tratta di attività che dovranno essere valutate nelle sedi competenti e che, allo stato, non modificano la condanna definitiva di Stasi.

Una revisione ancora tutta da valutare

Alberto Stasi è stato condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione per l’omicidio di Chiara Poggi. Parallelamente, la Procura di Pavia ha riaperto le indagini sul delitto e Andrea Sempio risulta indagato nell’ambito della nuova inchiesta.

La difesa di Stasi lavora invece alla possibilità di presentare una richiesta di revisione della condanna. Perché una revisione possa essere presa in considerazione, tuttavia, non è sufficiente la semplice comparsa di nuovi elementi: sarà necessario che questi presentino i requisiti previsti dalla legge e possano incidere concretamente sul quadro processuale.

È quindi ancora prematuro stabilire quale effetto potrà avere il nuovo elemento annunciato da Bocellari.

«Non riguarda le indagini del 2007»

È proprio questa precisazione a rendere particolarmente attesa la prossima mossa della difesa.

Se il materiale annunciato non riguarda direttamente le indagini originarie, resta da capire a quale momento della lunga vicenda giudiziaria faccia riferimento e perché, secondo Bocellari, potrebbe avere un impatto così rilevante.

Per ora la legale non ha fornito ulteriori dettagli e il documento non è stato reso pubblico. L’unica certezza è che la difesa sostiene di avere a disposizione ulteriori elementi e che uno di questi, nelle parole della stessa avvocata, «farà particolare scalpore».

Il contenuto potrebbe essere reso noto nelle prossime fasi della battaglia giudiziaria. Fino ad allora, però, ogni valutazione sul suo eventuale peso dovrà necessariamente rimanere sospesa.