“Quali sono le speranze con questo tumore”. Di Battista: il drammatico retroscena
Alessandro Di Battista ha raccontato per la prima volta in televisione la drammatica esperienza vissuta nelle scorse settimane. L’ex deputato del Movimento 5 Stelle, intervenuto nella trasmissione DiMartedì, condotta su La7 da Giovanni Floris, ha rivelato l’origine del grave malore accusato a Cuba alla fine di agosto: si trattava di un tumore al cervello, individuato dopo un importante edema cerebrale.
«Ogni giorno mi riprendo degli spazi di libertà», ha raccontato Di Battista, ripercorrendo i momenti più difficili del ricovero all’ospedale Hermanos Ameijeiras dell’Avana.
Il malore a Cuba e l’intervento
Secondo quanto riferito dall’ex parlamentare, i medici cubani sono riusciti a intervenire rapidamente, individuando le cure necessarie per ridurre l’edema cerebrale e consentire successivamente l’operazione.
«Hanno azzeccato immediatamente le cure che hanno ridotto l’edema permettendo di operarmi», ha spiegato Di Battista. L’intervento ha permesso di rimuovere «quasi tutto il tumore».
Per l’ex deputato, tuttavia, il percorso non si è concluso con l’operazione. Ora dovrà affrontare una nuova fase, quella delle terapie successive all’intervento.
«Adesso farò le cure sperando che funzionino», ha dichiarato, spiegando di voler affrontare il percorso con consapevolezza e senza ricorrere a facili slogan.
Tumori cerebrali, una realtà molto complessa
La vicenda personale di Di Battista ha riportato l’attenzione sui tumori cerebrali, un insieme molto ampio di patologie che possono presentare caratteristiche e comportamenti estremamente differenti.
La classificazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità comprende oltre 150 tipologie differenti. All’interno delle singole categorie esistono inoltre numerosi sottotipi, spesso contraddistinti da specifiche alterazioni molecolari.
Come spiega Enrico Franceschi, direttore dell’Oncologia del sistema nervoso all’IRCCS Istituto delle Scienze neurologiche di Bologna, proprio queste differenze rendono necessario un approccio personalizzato.
«Ognuna di queste categorie comprende a sua volta sottotipi differenti, spesso definiti da alterazioni molecolari peculiari, che richiedono cure specifiche in base alla singola neoplasia, alla sua aggressività e allo stadio più o meno avanzato», sottolinea l’esperto.
I sintomi dipendono dalla zona colpita
Uno degli aspetti più complessi dei tumori cerebrali riguarda la varietà dei sintomi. Le manifestazioni possono infatti essere molto diverse a seconda della posizione della massa e delle sue dimensioni.
Federico Pessina, responsabile della Neurochirurgia cranica all’Istituto Clinico Humanitas di Milano, spiega che «i sintomi di un tumore cerebrale dipendono soprattutto dalle dimensioni della massa e da dove è localizzato, perché ogni zona dell’encefalo è responsabile di una funzione specifica e quindi sarà quell’attività a essere più o meno compromessa».
Mal di testa, disturbi della vista o altri sintomi neurologici possono avere molteplici cause e non indicano necessariamente la presenza di una neoplasia. Tuttavia, soprattutto quando sono persistenti, nuovi o associati ad altri disturbi, è opportuno rivolgersi al proprio medico per una valutazione.
Oltre 6mila nuove diagnosi ogni anno
In Italia vengono registrate ogni anno oltre 6mila nuove diagnosi di tumore cerebrale. Si tratta di patologie che richiedono percorsi terapeutici differenti a seconda del tipo di neoplasia, della sua localizzazione, delle caratteristiche molecolari e dell’estensione della malattia.
Il trattamento può prevedere una combinazione di chirurgia, radioterapia e chemioterapia. La strategia viene stabilita caso per caso dall’équipe medica.
«Siamo ancora lontani, purtroppo, da farmaci che ci consentono di guarire o cronicizzare molti casi di tumori al cervello», osserva Franceschi. La ricerca, però, continua a sviluppare nuove possibilità terapeutiche.
In particolare, l’individuazione di specifici bersagli molecolari ha aperto la strada a trattamenti di nuova generazione destinati a determinate forme di tumore.
«Non ho la retorica del guerriero»
Nel corso dell’intervista, Di Battista ha parlato anche del modo in cui intende affrontare il percorso che lo attende. L’ex parlamentare ha scelto di prendere le distanze dalla retorica della “battaglia” contro la malattia.
«Io non ho la retorica del guerriero che dice “Combatterò”. Farò le cure che devo fare, è la priorità, sono positivo», ha detto.
Una posizione che mette al centro il percorso terapeutico e il lavoro dei medici che lo stanno seguendo.
«Quelli che non devono mollare sono i dottori e non lo faranno perché sono seguito molto bene», ha aggiunto.
Dopo il delicato intervento effettuato a Cuba, dunque, per Di Battista comincia una nuova fase. L’obiettivo sarà ora proseguire con le cure indicate dai medici e verificare nel tempo la risposta ai trattamenti, mentre l’ex parlamentare affronta il percorso con un atteggiamento che lui stesso definisce positivo.