L’annuncio di Meloni: “In Cdm norme per un tetto agli studenti stranieri in classe, stop al burqa a scuola”

ROMA – Scuola, immigrazione, fisco, gestione dei social media e un durissimo scontro politico con le opposizioni. È un intervento ad ampio raggio, dai toni combattivi e venato d’ironia, quello tenuto da Giorgia Meloni sul palco di Fenix, la festa di Gioventù Nazionale. La presidente del Consiglio ha utilizzato l’evento giovanile del suo partito per tracciare un bilancio dell’azione dell’esecutivo e dettare le linee guida per i prossimi mesi, aprendo con un caloroso saluto rivolto proprio ai ragazzi del movimento.

Scuola: tetti agli stranieri e parità per i tecnici

Il passaggio politicamente più denso e destinato a far discutere riguarda il mondo dell’istruzione. Meloni ha annunciato che approderà a breve in Consiglio dei Ministri una norma per stabilire un numero massimo di studenti stranieri per classe, spiegando che l’obiettivo dell’esecutivo è evitare che «i bambini italiani possano sentirsi una minoranza in aula». A questa misura si affianca la proposta sul divieto di burqa e niqab negli istituti scolastici. Nel corso del suo ragionamento sull’integrazione, la premier ha comunque voluto rendere omaggio al giovane di origine congolese che ha difeso una professoressa accoltellata, definendo la sua un’azione «grandissima».

Sempre sul fronte scolastico, la presidente del Consiglio ha rivendicato l’intenzione di estendere la denominazione di “liceo” anche agli istituti tecnico-professionali: «Fin dal nome vogliamo che sia chiaro che sono scuole di pari valore e che le persone che le frequentano sono di pari valore», ha rimarcato, con l’obiettivo di abbattere i pregiudizi storici tra i diversi percorsi di studi.

Lo scontro con Schlein e il nodo università

Dal palco non sono mancate le stoccate dirette alla segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein: «Almeno una cosa vera contro di noi dilla, almeno una», la provocazione lanciata dalla premier. Il punto di scontro principale riguarda i fondi per la formazione universitaria, con Meloni che ha respinto al mittente le accuse di tagli sfoderando i numeri del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO): «Oggi il fondo è di 9,4 miliardi, mentre quando siamo arrivati era a 8,6 miliardi».

Il clima si è fatto decisamente più satirico quando si è passati al tema del bollo auto. Meloni ha ironizzato sulle polemiche sollevate dalla sinistra riguardo alla misura e alle risorse regionali: «Vogliono pagarlo solo perché l’abbiamo tolto noi! Ipotizzeremo un conto corrente dedicato per i nostalgici», ha scherzato la premier, chiosando con una citazione musicale: «Pensavamo di poter cantare insieme “Bollo ciao, bollo ciao”, e invece non gli è andata giù manco questa».

Superbonus, social network e parità di genere

Particolarmente duro anche l’attacco sulla gestione dei conti pubblici e in particolare sul Superbonus 110%, varato dal governo Conte: «A fronte delle critiche sulla nostra politica economica, ricordiamo che avete accumulato 200 miliardi di debiti scaricati su questi ragazzi», ha contestato la premier.

Spostando l’attenzione sulla tutela dei minori nel mondo digitale, Meloni ha ribadito che la responsabilità della dipendenza da social media deve ricadere in primis sulle grandi piattaforme. Sulla questione della verifica dell’età per gli utenti più giovani, ha espresso forti perplessità su divieti facilmente aggirabili e sul rischio di creare forme di controllo digitale di massa: «Come fai a verificare l’età senza obbligare chiunque a fornire il documento d’identità? Non possiamo rischiare una schedatura dei cittadini».

L’intervento ha toccato anche i temi dell’emancipazione femminile. Commentando un video virale contenente una dichiarazione di Antonio Tajani, la premier l’ha ridimensionata definendola «una frase uscita male» che non va ingigantita, per poi scandire con decisione che «la parità tra uomo e donna non è negoziabile, né nelle strade né nelle scuole».

L’appello ai giovani verso la campagna elettorale

Nel congedarsi dalla platea di Fenix, Giorgia Meloni ha rivolto un messaggio di guardia in vista della prossima campagna elettorale, mettendo in guardia i giovani dalla disinformazione e dalle trappole dell’era digitale. «Resterà in buona sostanza una sola capacità: discernere tra giusto e sbagliato, tra vero e falso, tra reale o artificiale», ha concluso la premier, richiamando lo slogan della manifestazione: quel “tempo del coraggio” su cui il governo intende continuare a puntare.