Pontida, Salvini annuncia il congresso straordinario. Attacco a Repubblica: “Vergogna”

Un lungo applauso, i cori della base e poi l’annuncio che potrebbe segnare una nuova fase per la Lega. Matteo Salvini sale sul palco di Pontida accolto da oltre cinque minuti di applausi e dalle voci dei militanti che scandiscono «Matteo, Matteo» e «C’è solo un capitano». In t-shirt bianca, il segretario leghista porta una mano sul cuore e indica la folla in segno di ringraziamento.
«Grazie, è già difficile parlare, me lo rendete ancor più complicato», esordisce Salvini, prima di arrivare al passaggio più atteso del suo intervento: la convocazione di un congresso straordinario della Lega nel mese di ottobre.
«Domani convocherò il Consiglio federale della Lega a Milano e proporrò nel mese di ottobre di convocare un congresso straordinario della Lega per decidere insieme, ma poi rilanciare uniti e compatti», annuncia dal palco.
La decisione arriva dopo settimane caratterizzate da tensioni e differenti sensibilità all’interno del partito, con una parte della componente nordista che ha espresso critiche sulla gestione della Lega e sulla sua direzione politica. Anche a Pontida, alla vigilia dell’intervento del segretario, non erano mancate manifestazioni di posizioni diverse: accanto alle magliette a sostegno di Salvini erano comparsi anche messaggi che ne chiedevano le dimissioni.

«Chiederò se ho la fiducia della mia famiglia»
Il congresso, nelle intenzioni di Salvini, dovrà rappresentare il momento del confronto e della ricomposizione interna. Il leader leghista si rivolge direttamente alla base e insiste sulla necessità di superare le divisioni.
«Non meritate che ci siano divisioni, non voglio divisioni, voglio unità, serenità, determinazione, idee chiare e compattezza», afferma.
Poi mette esplicitamente sul tavolo la propria leadership: «Torno al congresso per chiedere se ho la fiducia della mia famiglia e lo chiederò alzata di mano».
Una frase che trasforma il congresso annunciato in un passaggio destinato a riguardare direttamente il futuro della guida del partito.
Salvini rivendica inoltre il proprio impegno personale: «Sono pronto a offrire la mia vita per i miei figli e per voi». Il messaggio rivolto ai militanti è quello di una Lega che, dopo il confronto interno, dovrà ritrovare compattezza.
Ma il segretario avverte anche chi, una volta concluso il congresso, dovesse tornare ad alimentare le polemiche. «La prima voce fuori posto» che danneggiasse il lavoro dei militanti, sostiene, «dovrà spiegare perché continua a fare regali alla sinistra».
Poco prima aveva utilizzato parole ancora più dure nei confronti di chi, a suo giudizio, sfrutterebbe il partito per alimentare contrapposizioni personali: «Certa gente senza dignità non può avere parola dove c’è l’Alberto da Giussano, certa gente è solo a caccia di poltrone e non le troverà a casa nostra».
Sicurezza, la richiesta di 10mila militari
La sicurezza è un altro dei temi centrali dell’intervento di Pontida. Salvini rilancia la richiesta di aumentare il numero dei militari impiegati nelle città nell’ambito dell’operazione Strade Sicure.
«Chiedo il vostro mandato per portare sul tavolo degli alleati 10mila militari armati e addestrati a portare sicurezza nelle nostre città. Si può fare subito», afferma.
La proposta si inserisce in una linea già sostenuta dalla Lega nei giorni precedenti, con la richiesta di rafforzare la presenza delle forze impegnate nei controlli e nei presidi urbani, comprese le stazioni.
Legittima difesa, Salvini rilancia la sua proposta
Sul fronte della sicurezza, il leader della Lega torna anche sul tema della legittima difesa e cita il caso di Mario Roggero, il gioielliere condannato e detenuto.
«Il mio pensiero va a un lavoratore italiano che in questa domenica non è a casa, ma in un carcere», dice Salvini.
Da qui la proposta di intervenire nuovamente sulla disciplina della legittima difesa: «Estendere il concetto di legittima difesa: chiunque aggredisca a mano armata deve sapere che la sua vita è a rischio».
Un’impostazione che Salvini inserisce nel più ampio capitolo delle politiche sulla sicurezza e sulla tutela di cittadini e lavoratori.
Milano, Salvini indica Silvia Sardone
Dal palco di Pontida arriva anche un’indicazione per il futuro politico di Milano. Guardando alle prossime sfide amministrative, Salvini indica pubblicamente Silvia Sardone come il nome che vorrebbe alla guida della città.
«Da milanese spero dall’anno prossimo di essere amministrato da un sindaco che conosce la sua città quartiere per quartiere, strada per strada, casa popolare per casa popolare. E questo sindaco non può che chiamarsi Silvia Sardone», afferma.
Un passaggio che porta il discorso di Pontida oltre le questioni interne alla Lega e guarda direttamente agli scenari politici milanesi.
L’attacco alla stampa
Nel suo intervento Salvini dedica spazio anche alla rappresentazione del raduno da parte dei media. Il segretario contesta alcune ricostruzioni sulla partecipazione a Pontida e attacca in particolare un articolo del Foglio, accusandolo di aver descritto il pratone come vuoto e di aver definito «mercenari» i partecipanti.
«Sciacquatevi la bocca quando parlate della Lega di Pontida», afferma rivolgendosi ai giornalisti.
Dalla folla parte quindi il coro «Vergogna, vergogna».
«La Lega non ha padroni e non è in vendita»
Il tema delle divisioni interne rimane dunque il filo conduttore della giornata. Da una parte l’entusiasmo della piazza, dall’altra le diverse posizioni emerse nelle settimane precedenti e la richiesta di un confronto sul futuro del partito.
Salvini prova a chiudere la giornata con una parola chiave: unità.
«Si vince uniti e la Lega è e sarà più unita che mai», afferma, collegando il futuro del partito al congresso straordinario annunciato per ottobre.
Poi la frase conclusiva: «La Lega non ha padroni e non è in vendita».
Il primo passaggio sarà ora il Consiglio federale convocato a Milano. Da lì partirà il percorso verso il congresso straordinario, che dovrà affrontare il confronto tra le diverse anime del partito e, soprattutto, il nodo della leadership di Matteo Salvini.