È m*rto Sandro Mazzola: addio al mito italiano

Ci sono notizie che non vorremmo mai dare…
…soprattutto quando riguardano persone molto note, volti conosciut, come il suo, che hanno segnato la storia della nostra società.
Con la sua brillante carriera ha fatto commuovere ed emozionare migliaia di persone, unite sotto un’unica grande passione e sotto un’unica bandiera.
Di chi stiamo parlando? Stiamo parlando della triste notizia riguardante un’icona leggendaria, simbolo per il nostro paese.
L’Italia oggi si stringe in una morsa di dolore al pensiero e al ricordo di una delle persone più iconiche e importanti dello sport italiano. Una persona che ha dato tanto e che, professionalmente, è stata importante non soltanto per il suo contributo sportivo, ma anche per quello umano.
Una leggenda per tantissime persone, per milioni di sportivi che a lui si sono ispirati. Il suo nome è rimasto indissolubilmente legato a pagine che hanno fatto la storia dello sport italiano, diventando nel tempo un simbolo riconoscibile e amato da intere generazioni.
È un dolore per noi darvi la triste notizia. Un dolore che riguarda una figura capace di attraversare epoche diverse, lasciando un segno profondo nel cuore di chi lo ha conosciuto, seguito e ammirato. Oggi quel ricordo diventa ancora più prezioso, mentre il mondo dello sport si prepara a salutarlo.
Il calcio italiano piange la scomparsa di Sandro Mazzola, morto poco dopo la mezzanotte all’età di 83 anni. Bandiera indiscussa dell’Inter e figlio di Valentino Mazzola, leggendario capitano del Grande Torino scomparso nella tragedia di Superga, Sandro aveva costruito una carriera straordinaria nonostante il peso di un cognome già entrato nella storia. Con l’Inter disputò 572 partite, segnando 162 reti e conquistando quattro Scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali.
Indimenticabile anche il suo percorso con la Nazionale, segnato dalla celebre staffetta con Gianni Rivera. Mazzola debuttò in azzurro nel 1963 contro il Brasile e fu protagonista della Nazionale campione d’Europa nel 1968 e finalista ai Mondiali del 1970, quando l’Italia superò la Germania Ovest nella storica «Partita del Secolo». Con la maglia azzurra collezionò 70 presenze e 22 gol, lasciando un’eredità che va ben oltre i numeri e che oggi appartiene alla memoria del calcio italiano.


