L’annuncio cho* del Governo italiano: “Mosca potrebbe attaccar* il…”

Da diverse settimane,  una serie di episodi, in apparenza scollegati, sta generando timori.

Il  principale, è quello che Mosca possa duramente attaccar*  .

Lo scenario delineato, man mano che emergono  nuove informazioni, è teso come una corda di violino.

Le valutazioni riservate circolano tra governi e apparati, e  ci si prepara all’adozione di contromisure ma cosa sta succedendo di preciso?

Uno scenario si va delineando, sempre più prepotentemente,   facendo tremare il mondo politico internazionale. Si parla  del fatto che Mosca possa colpire.

Ma verso chi è rivolta la sua azione? Anche il governo italiano sta attentamente esaminando la situazione,   per capire quali rischi effettivi ci sono e chi, più di tutti, potrebbe subire le conseguenze di questo.

Il quadro è teso come una corda di violino. Ma diamo uno sguardo alle prime   informazioni, diramate a mezzo stampa, su ciò che sta accadendo.

Il quadro seguito da Palazzo Chigi parte dalla cosiddetta guerra ibrida e da una successione di episodi considerati ostili. Tra questi figura il provvedimento con cui Mosca ha assunto il controllo della filiale russa dell’italiana Dkc, vicenda che viene accostata al precedente caso Ariston. L’azienda italiana opera in Russia con circa 4.200 dipendenti, ora sottoposti a un commissariamento con deleghe affidate a persone vicine alle autorità russe. Sul tavolo non ci sono soltanto questioni economiche. Secondo la ricostruzione del Corriere, i servizi e gli uffici diplomatici italiani raccolgono quotidianamente segnalazioni relative a sabotaggi, attività di spionaggio, ritorsioni e operazioni digitali attribuite ad ambienti russi. Sarebbero stati presi di mira anche esponenti di società partecipate italiane. Nello stesso contesto viene inserito l’episodio del drone abbattuto da un caccia italiano nello spazio aereo lituano.

Lo scenario più delicato, tuttavia, è quello contenuto nei report analizzati a Bruxelles e condivisi con diversi governi europei: un possibile attacco mirato contro infrastrutture o obiettivi strategici della NATO, con la Romania indicata nelle simulazioni come uno dei territori maggiormente esposti. L’ipotesi sarebbe quella di mettere alla prova la capacità dell’Alleanza di reagire e, soprattutto, la tenuta concreta dell’articolo 5 sul principio della difesa collettiva. Secondo i documenti citati dal quotidiano, l’eventualità viene considerata possibile nei primi mesi del 2027 e non più soltanto come esercizio teorico. Per questo sarebbero già state avviate misure preventive dall’inizio dell’estate. La NATO, intanto, ha rafforzato il proprio dispositivo sul fianco orientale, compreso quello romeno, aumentando presenza, sorveglianza e capacità di risposta alle minacce aeree e ibride. In questo clima che si inserisce anche la missione di Giorgia Meloni in Norvegia. Il confronto con il governo di Oslo riguarda possibili collaborazioni industriali nel settore della difesa, con Leonardo e Fincantieri coinvolte nei dossier, ma anche petrolio e gas. La Norvegia è infatti un importante fornitore di gas liquefatto dell’Unione europea e, proprio per questo, nella delegazione italiana sono presenti anche esponenti di Eni.