Mario Roggero in tribunale: “Ogni vita merita rispetto, dovevo riflettere prima di sparare”

Nuovo capitolo giudiziario nella vicenda che coinvolge Mario Roggero, il gioielliere condannato per l’episodio avvenuto il 28 aprile 2021 nella sua gioielleria, dove tre uomini erano entrati per una rapina e due di loro erano rimasti uccisi.

Durante l’udienza davanti al tribunale di sorveglianza di Milano, il commerciante 72enne ha scelto di parlare e di affidare ai giudici alcune riflessioni sulla vicenda e sulle proprie responsabilità. Un intervento breve, ma significativo, nel quale Roggero ha riconosciuto di aver avuto un comportamento che, con il senno di poi, avrebbe potuto essere diverso.

Roggero: «Avrei potuto essere meno impulsivo»

Roggero, apparso visibilmente dimagrito dopo i primi due mesi trascorsi in carcere, ha pronunciato alcune dichiarazioni spontanee davanti ai magistrati.

«Siamo tutte gocce nel grande oceano. Tutte le vite meritano rispetto. Quel giorno avrei potuto avere un comportamento meno impulsivo e più riflessivo», avrebbe detto il gioielliere.

Parole che sembrano segnare un passaggio di riflessione personale rispetto a quanto accaduto oltre cinque anni fa.

Roggero ha poi aggiunto: «Ho avuto tempo per pensare». Nel suo intervento avrebbe parlato anche di un vero e proprio «percorso di rivisitazione critica» delle proprie condotte.

Non sono tuttavia arrivate, almeno nelle dichiarazioni riportate, scuse rivolte direttamente alle vittime o ai loro familiari, né sarebbe stata pronunciata la parola «pentimento».

Il dramma del 28 aprile 2021

Al centro della vicenda resta quanto accaduto il 28 aprile 2021, quando tre persone fecero irruzione nella gioielleria di Roggero nel corso di una rapina.

Nella successiva reazione del commerciante, due dei tre rapinatori vennero uccisi. Da quel momento è iniziato un lungo procedimento giudiziario che ha portato alla condanna di Roggero e, successivamente, alla sua detenzione.

La vicenda ha suscitato negli anni un ampio dibattito pubblico sul tema della legittima difesa e sui limiti della reazione di fronte a una rapina, diventando anche un caso seguito dalla politica e dall’opinione pubblica.

Ora, dal carcere, Roggero sembra voler affrontare anche sul piano personale quanto accaduto, attraverso quella che lui stesso ha definito una «rivisitazione critica».

La richiesta della difesa

L’udienza davanti al tribunale di sorveglianza di Milano riguardava anche la richiesta presentata dalla difesa per ottenere il differimento della pena.

A sostenere l’istanza è l’avvocato Stefano Marcolini, che continua a seguire la battaglia giudiziaria del gioielliere.

Al termine dell’udienza, i magistrati milanesi si sono riservati la decisione. Non è quindi ancora arrivata una pronuncia definitiva sulla richiesta avanzata dalla difesa.

La posizione processuale di Roggero resta dunque al centro di un percorso giudiziario che si sviluppa su più fronti.

La battaglia della difesa arriva in Cassazione

Parallelamente al procedimento davanti al tribunale di sorveglianza di Milano, la difesa ha annunciato un ulteriore passo sul piano delle impugnazioni.

L’avvocato Marcolini ha infatti comunicato l’intenzione di ricorrere in Cassazione contro la precedente decisione del tribunale di sorveglianza di Torino, che aveva respinto una richiesta di differimento della pena.

Quella domanda era stata presentata in collegamento con una parallela istanza di grazia. Dopo il rigetto da parte dei magistrati torinesi, la difesa intende quindi rivolgersi alla Suprema Corte per contestare il provvedimento.

Una vicenda ancora aperta

La decisione del tribunale di sorveglianza di Milano è ora attesa nelle prossime fasi del procedimento. Nel frattempo, la difesa continua a muoversi su più fronti per ottenere una diversa gestione della pena e per sottoporre alla Cassazione la precedente decisione dei magistrati torinesi.

In aula, intanto, Roggero ha scelto di parlare dopo i primi mesi di detenzione. Le sue parole non contengono una richiesta esplicita di perdono, ma descrivono un percorso di riflessione su quanto accaduto.

«Tutte le vite meritano rispetto», ha detto davanti ai giudici, aggiungendo che quel giorno avrebbe potuto avere «un comportamento meno impulsivo e più riflessivo».

Una riflessione che ora si inserisce in una vicenda giudiziaria ancora tutt’altro che conclusa.