Giorgia Meloni, la confessione della mamma: “Non doveva nascere, poi…”

Dalla gravidanza alle difficoltà economiche, fino all’ascesa politica della figlia: in una lunga intervista al settimanale Di Più, Anna Paratore, madre della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha ripercorso alcuni dei momenti più significativi della vita familiare, raccontando episodi privati, ricordi della giovinezza della premier e aneddoti dal tono spesso ironico.

La gravidanza e quella decisione davanti a un bar

Tra i passaggi più personali dell’intervista c’è il racconto della gravidanza di Paratore, nell’estate del 1976. Secondo quanto riferito dalla donna, il periodo fu particolarmente difficile. I rapporti con il padre di Giorgia erano già compromessi e le condizioni economiche della famiglia, insieme alla presenza della primogenita Arianna, alimentarono i dubbi sul futuro.

Paratore ha raccontato di aver ricevuto forti pressioni affinché interrompesse la gravidanza. Per un momento, ha ammesso, arrivò quasi a lasciarsi convincere. Poi, però, un episodio apparentemente banale cambiò il corso degli eventi.

Davanti a un bar, la donna vide un vassoio pieno di cornetti alla crema. Un’immagine semplice, ma che in quel momento le apparve come un simbolo della vita e della possibilità di andare avanti. Fu allora che prese la decisione definitiva: avrebbe portato a termine la gravidanza.

Da quell’episodio sarebbe nato anche uno degli aneddoti familiari più curiosi. Paratore ha raccontato di aver scherzato negli anni con la figlia, definendola affettuosamente la «figlia del cornetto alla crema».

L’ironia sul privato e la fede calcistica

Nel corso dell’intervista emerge anche il rapporto confidenziale tra madre e figlia. Paratore descrive Giorgia come una donna dal carattere forte, ma non rinuncia a raccontare le numerose battute che ancora oggi si scambiano.

Tra gli aneddoti più singolari ci sono quelli legati alla vita sentimentale della premier. La madre avrebbe scherzato suggerendole persino di fidanzarsi con un emiro arabo conosciuto durante uno dei suoi viaggi internazionali. Il ragionamento, volutamente provocatorio, sarebbe stato che, dovendo l’emiro occuparsi anche delle altre mogli, Giorgia avrebbe avuto molto più tempo libero per sé.

Anche il calcio è stato motivo di scherzi e prese in giro all’interno della famiglia. Paratore, tifosa della Lazio, ha raccontato con ironia di considerare la scuola responsabile di aver «rovinato» la figlia, trasformandola in una sostenitrice della Roma.

Dalla prima vittoria politica alla Presidenza del Consiglio

La madre della premier ha poi ricordato gli inizi della carriera politica della figlia. Uno dei momenti rimasti maggiormente impressi nella sua memoria risale al 1998, quando Giorgia Meloni, appena ventunenne, vinse le elezioni diventando consigliere provinciale a Roma.

Un risultato che, visto con gli occhi di allora, sembrava già indicare una strada particolare. Paratore ha raccontato lo stupore provato di fronte a quella prima affermazione politica, senza però immaginare necessariamente che la figlia sarebbe arrivata, molti anni dopo, a Palazzo Chigi.

Secondo la madre, dietro il successo politico di Giorgia ci sarebbero soprattutto alcune caratteristiche personali: l’intelligenza, la capacità di studiare e prepararsi a fondo, la determinazione e una particolare combinazione di fermezza e capacità diplomatica.

«Non sarebbe ricattabile»

Nel ritratto tracciato da Paratore emerge soprattutto una figlia profondamente legata alle proprie convinzioni politiche. La madre sostiene che Giorgia abbia sempre vissuto il proprio impegno come una vera e propria missione, dedicandosi completamente agli ideali nei quali crede.

Ed è proprio questo, secondo Paratore, uno degli aspetti che renderebbero la presidente del Consiglio particolarmente difficile da condizionare. La donna ha sottolineato che la figlia, anche nel caso di una futura perdita del potere politico, non avrebbe motivo di vivere la situazione con rimpianto.

Una convinzione che, nella lettura della madre, renderebbe Giorgia Meloni «non ricattabile», perché il potere non rappresenterebbe per lei l’obiettivo finale, ma soltanto lo strumento attraverso il quale portare avanti le proprie idee.

Un ritratto familiare dietro la figura pubblica

Al di là della politica, l’intervista restituisce così un’immagine più privata della presidente del Consiglio: quella di una figlia osservata attraverso gli occhi della madre, tra ricordi di famiglia, difficoltà affrontate negli anni, ironia e momenti decisivi.

Dalla scelta di portare avanti quella gravidanza nel 1976 fino alla conquista di Palazzo Chigi, il racconto di Anna Paratore ricostruisce una storia familiare nella quale la politica rappresenta soltanto uno degli elementi di un percorso molto più lungo.

E in questo racconto, il simbolo più curioso rimane proprio quel vassoio di cornetti alla crema davanti a un bar: un episodio che, secondo la madre, avrebbe contribuito a cambiare per sempre il destino della futura presidente del Consiglio.