Emma Bonino e Papa Francesco: ecco da cosa erano legati

Un rapporto sorprendente nasce tra figure lontanissime e diventa nel tempo un legame speciale.
Le differenze restano profonde, ma alcuni temi comuni costruiscono un terreno condiviso e stima reciproca.
Poi arrivano incontri, telefonate e gesti personali che raccontano una vicinanza autentica oltre appartenenze diverse.
Un passaggio privato rende più intenso, trasformando una visita inattesa in un ricordo indelebile.
Dietro il rapporto c’è qualcosa che supera le etichette, tra umanità condivisa e battaglie.
Il legame cresce attraverso incontri ripetuti e gesti personali che mostrano una stima consolidata nonostante posizioni molto differenti.
A unirli sono soprattutto temi umanitari, affrontati nel tempo attraverso dialoghi dedicati a persone vulnerabili, accoglienza e diritti fondamentali.
Anche nei momenti più difficili emerge una vicinanza personale, capace di andare oltre ruoli pubblici e distanze ideologiche.
Emma Bonino e Papa Francesco erano legati soprattutto dall’attenzione verso migranti, rifugiati e persone ai margini, oltre che da una reciproca stima personale. Si incontrano più volte: nel 2015 Bonino partecipa in Vaticano a un appuntamento della “Fabbrica della Pace” dedicato anche ai bambini profughi; nel 2016 viene ricevuta in udienza privata, dove il colloquio si concentra su migrazioni, accoglienza e integrazione. Francesco la elogia inoltre per il lavoro svolto sull’Africa, pur riconoscendo apertamente le loro differenze ideologiche.
Il rapporto assume anche un carattere molto personale. Nel 2015 Francesco telefona a Bonino durante la malattia per informarsi sulle sue condizioni e incoraggiarla; nel novembre 2024 va a trovarla a sorpresa nella sua casa romana dopo un ricovero per problemi respiratori. Bonino racconta che il Pontefice le porta rose e cioccolatini, la saluta con il piemontese “cerea”, richiamando le origini comuni, e la definisce un “esempio di libertà e resistenza”. Dopo la morte di Francesco, Bonino ricorderà quel rapporto come un incontro umano fondato soprattutto sulla difesa degli ultimi e dei diritti.


