Romano Prodi, la notizia improvvisa sul prof. della politica

È arrivata all’improvviso, una notizia destinata a riaccendere fortemente l’attenzione attorno a Romano Prodi.

Le prime indiscrezioni hanno iniziato a circolare rapidamente, generando interrogativi tra sostenitori e oppositori.

A peggiorare il tutto, il  momento politico che rende tutto ancora più delicato.

Ma cosa  è accaduto al prof della politica, così come è stato ribattezzato per la sua lunga carriera accademica?

Romano Prodi, da sempre considerato il prof della politica, per via della sua lunga carriera maturata in ambito accademico,   è finito al centro dell’attenzione della cronaca.

Tutta ‘ colpa’ delle ultime news riguardanti proprio l’ex presidente del Consiglio che, rapidamente, hanno raggiunto sostenitori e oppositori. Data la delicatezza del momento politico attuale,  queste  notizie  fanno molto discutere.

Impossibile restare impassibili, per molti utenti,  davanti alla notizia, appena giunta, riguardante Romano Prodi ma vediamo meglio  in dettaglio cosa sta succedendo.

Intervistato da La Repubblica, Prodi sostiene che il governo abbia celebrato l’unico risultato che poteva rivendicare, mentre al suo interno rimane diviso su molte questioni. Da qui l’appello all’opposizione, chiamata a svolgere pienamente il proprio ruolo: contrastare l’esecutivo, ma soprattutto indicare un’alternativa. Per l’ex presidente del Consiglio, il progetto dovrebbe prendere forma prima delle primarie, passaggio che considera decisivo e sul quale insiste da tempo. Sulla leadership del centrosinistra, Prodi non esclude la possibilità di una candidatura esterna agli attuali equilibri. Un “Papa straniero”, osserva, può starci, ma a una condizione essenziale: chi vuole misurarsi deve uscire allo scoperto e dichiarare apertamente la propria disponibilità. Il confronto, dunque, non dovrebbe restare confinato alle indiscrezioni, ma trasformarsi in una competizione politica capace di definire idee, programmi e una direzione comune per l’area progressista.

Il Professore interviene anche sulle eventuali regole delle primarie. La prima richiesta riguarda un sistema articolato in due turni, con ballottaggio finale. La seconda è ancora più netta: niente voto online. Prodi teme infatti che il ricorso alla rete possa esporre il processo a manipolazioni. Chi partecipa, nella sua visione, deve assumersi pubblicamente la responsabilità della scelta: non mostrare una tessera, ma metterci la faccia.Il passaggio più preoccupante dell’intervista riguarda però la Germania. Il risultato di AfD in Sassonia-Anhalt viene definito da Prodi un fatto di dimensioni colossali: per la prima volta dal dopoguerra, sostiene, un partito della destra eversiva che richiama apertamente il nazismo avrebbe conquistato la maggioranza relativa, arrivando al 45%. Il secondo partito, secondo la lettura dell’ex premier, sarebbe rimasto indietro di ben 25 punti percentuali.Per Prodi, il problema è ancora più serio perché l’esito non sorprende più. Il voto tedesco si inserirebbe infatti in una più ampia avanzata dell’autoritarismo, evocata attraverso i riferimenti a Trump e Putin, mentre le democrazie europee appaiono progressivamente indebolite. A suo giudizio, l’incapacità dell’Europa di decidere ne ha ridotto l’attrattiva politica. Anche il referendum in Islanda, aggiunge, rappresenterebbe un segnale che sarebbe stato sottovalutato.