
Ci sono saluti che segnano inevitabilmente un prima e un dopo. Momenti nei quali una comunità si stringe attorno a chi sta affrontando una prova impossibile da raccontare fino in fondo.
In queste circostanze, anche il silenzio può assumere un significato particolare. Gli sguardi, le lacrime e la presenza di tante persone diventano un modo per esprimere una vicinanza che spesso le parole non riescono a restituire.
E proprio durante un momento così intenso sono emerse parole destinate a rimanere impresse nella memoria di chi era presente. Una frase, soprattutto, ha raccontato tutta la profondità di quel dolore. Scopriamo insieme cosa è accaduto.

L’ultimo saluto è stato dato a Giorgia Kus, 11 anni, nella chiesa dell’Immacolata di Lourdes a Conegliano, dove oggi pomeriggio circa 300 persone si sono riunite per la cerimonia. La bambina è deceduta durante una vacanza ad Alicante, in Spagna, a causa di una polmonite batterica. Presenti familiari, amici, compagni di scuola, insegnanti e numerose persone che avevano seguito negli anni la storia di Giorgia e della sua famiglia. Durante la funzione, celebrata da don Luigi Cesca, non sono mancate le lacrime e il ricordo della sua voglia di vivere e del suo sorriso.
Al termine della cerimonia, mamma Francesca ha salutato per l’ultima volta la figlia con parole strazianti: «Giorgia è stato il regalo più bello che la vita ha potuto darci, ora la nostra esistenza non sarà più la stessa». Anche papà William ha ricevuto l’abbraccio della comunità. Il sindaco Fabio Chies ha portato le condoglianze della città, mentre dalla scuola è arrivato un messaggio di vicinanza. Fuori dalla chiesa, un volo di palloncini e un lungo applauso hanno accompagnato simbolicamente l’ultimo viaggio di Giorgia.
