Il quadro potrebbe tradursi in condizioni insolite, ma ogni proiezione resta subordinata all’evoluzione di diversi fattori atmosferici.
Tra le possibilità considerate emergono temperature differenti rispetto alle abitudini e una distribuzione delle precipitazioni potenzialmente meno consueta.
Anche la neve potrebbe risentirne, con forti differenze tra le varie quote e scenari ancora incerti da confermare.
Il fenomeno è El Niño, legato al riscaldamento anomalo delle acque superficiali del Pacifico equatoriale. Per l’inverno 2026-2027, le simulazioni indicano che Italia ed Europa potrebbero risentire di correnti occidentali e atlantiche più miti, con maggiori precipitazioni sotto forma di pioggia e meno neve alle basse quote. Sulle Alpi, invece, oltre circa 1.800-2.000 metri potrebbero crearsi condizioni favorevoli a nevicate più consistenti.
L’episodio in corso presenta anomalie termiche molto elevate nel Pacifico e potrebbe raggiungere la massima intensità verso dicembre, con effetti possibili fino a febbraio 2027. La Wmo indica come eccezionalmente alta la probabilità che il fenomeno prosegua nei prossimi mesi. Per l’Italia, però, non esiste una previsione certa: Atlantico, Oceano Indiano e andamento stagionale possono modificare gli effetti. Intanto il caldo potrebbe continuare almeno fino al 9 settembre, con valori fino a 37 gradi.


