L’incontro viene affrontato con particolare cautela, mentre alcune presenze restano defilate e pronte a intervenire davanti a qualsiasi sviluppo.
Quando la situazione precipita, tutto accade rapidamente e lascia dietro di sé segni evidenti, mentre parte un intervento immediato.
Le verifiche successive portano a raccogliere messaggi, telefoni e altri elementi, mentre restano domande ancora aperte sulle ragioni di un messaggio così grave.
Nella notte tra il 3 e il 4 settembre 2026, a Milano, Fabrizio Corona denuncia alla polizia messaggi con cui due giovani gli chiedono 500 euro, minacciando conseguenze per lui e per il figlio Carlos. Dopo aver mostrato le chat in questura, Corona accetta l’appuntamento fissato in via Noè, zona Città Studi, ma arriva accompagnato discretamente da due volanti. I giovani si avvicinano alla sua Range Rover e colpiscono il parabrezza con catene, provocando brutte conseguenze.
Uno dei due fugge dopo un breve inseguimento, mentre viene fermato un ventenne identificato come A.B., indicato come figlio di un noto giornalista Mediaset. Con sé avrebbe avuto spray al peperoncino; sul telefono vengono trovate foto di armi, ma una successiva perquisizione nell’abitazione familiare non porta ad altre scoperte. Il complice, 24enne, viene identificato grazie alle indicazioni raccolte. A.B. viene denunciato per tentata estorsione e danneggiamento aggravato; restano da chiarire le ragioni dell’intimidazione.


