È appena rientrato in Italia con l’aereo medico: “È in coma in gravi condizioni”

Il rientro in Italia, a bordo dell’aereo medico, è appena avvenuto.
Non ci sono buone notizie . E’ la cronaca nazionale a seguire tutti gli sviluppi del caso.
Man mano che vengono battuti i primi aggiornamenti, l’apprensione collettiva aumenta.
In tantissimi pregano per le sue sorti, confidando in un miracolo.
Gli occhi dell’intera penisola sono focalizzati sul suo rientro, avvenuto a bordo di un aereo medico mentre, purtroppo, la gravità delle sue condizioni sta generando apprensione crescente.
In migliaia sono gli utenti che si chiedono quale sia il suo attuale clinico, dopo essere atterrato nel nostro Paese, stringendosi ai familiari in queste ore così forti.
Sono le ore dell’attesa, della preghiera, della speranza che tutto possa alla fine risolversi , come un grande incubo finalmente lasciato alla spalle ma cosa sta succedendo?
È rientrato in Italia il bambino di sei anni e mezzo di Brandizzo, nel Torinese, rimasto ricoverato in coma in Egitto dopo un tremendo incidente in piscina. Il piccolo, di origini marocchine, si trova ora all’ospedale infantile Regina Margherita di Torino, dove potrà proseguire le cure dopo settimane trascorse in condizioni critiche. L’incidente era avvenuto il 3 agosto, proprio nel primo giorno della vacanza della famiglia a Sharm El Sheikh. Il bambino stava giocando nella piscina di un albergo quando era scivolato, finendo in acqua e battendo violentemente la testa. Il trauma cranico riportato aveva provocato un edema cerebrale, rendendo necessario il ricovero in terapia intensiva presso l’ospedale internazionale Piramide.
Il trasferimento in Italia, effettuato con un aeroambulanza, è stato possibile grazie a una complessa collaborazione tra istituzioni, strutture sanitarie, privati e organizzazioni del Terzo Settore. La Farnesina ha seguito la vicenda fin dall’incidente attraverso l’Ambasciata italiana al Cairo e il console onorario a Sharm El Sheikh, offrendo sostegno alla famiglia e contribuendo alle spese mediche.Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha seguito direttamente gli sviluppi, mantenendo i contatti con l’Ambasciata e con il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio. Il coordinamento ha coinvolto anche le autorità egiziane, l’ospedale di Sharm El Sheikh, il Regina Margherita e la fondazione impegnata nei rimpatri sanitari.Intanto, nei giorni scorsi, migliaia di persone avevano risposto all’appello di solidarietà lanciato per sostenere la famiglia. La raccolta fondi, destinata a coprire i costi del ricovero e dell’eventuale trasferimento, aveva rapidamente sfiorato l’obiettivo di 90mila euro. Ora, con il ritorno del bambino a Torino, si apre una nuova fase della vicenda, ancora delicata, ma segnata dal rientro a casa.


