Torna la leva militare: ecco i primi 4mila che dovranno partire
Da un cambiamento improvviso riemerge un tema dimenticato, riaprendo domande importanti su ciò che potrebbe accadere.
Il provvedimento introduce nuove regole e coinvolge parte della popolazione, con effetti destinati a diventare concreti.
Dietro la scelta pesano ragioni di sicurezza, mentre il contesto internazionale continua ad alimentare forti tensioni.
Intanto emergono dettagli sulle modalità, mentre cresce l’attenzione pubblica attorno a una decisione storica.
Resta chi sarà coinvolto, tra obblighi precisi e nuovi scenari.
La misura prevede un percorso definito, con regole specifiche e alcune possibili alternative per chi rientra nella platea interessata.
Il sistema punta anche a rafforzare la preparazione nazionale, inserendosi in un quadro europeo segnato da nuove esigenze difensive.
Sono previste inoltre forme diverse di partecipazione, mentre restano centrali gli obblighi previsti e le opzioni alternative riconosciute dalla normativa.
La notizia riguarda la Croazia, non l’Italia: è tornato il servizio militare obbligatorio, abolito nel 2008. Le prime 800 reclute sono entrate in tre caserme per due mesi di addestramento di base. Il piano prevede circa 4mila reclute ogni anno, principalmente uomini tra i 19 e i 30 anni; le donne possono aderire volontariamente. Durante il servizio è previsto un compenso di 2.200 euro mensili e, terminato l’addestramento, l’ingresso nella riserva fino ai 55 anni.
Il governo guidato da Andrej Plenković collega il ritorno della leva a sicurezza nazionale, minacce ibride, attacchi informatici e calamità naturali. La Costituzione croata tutela l’obiezione di coscienza: chi sceglie questa strada può svolgere tre mesi nella Protezione civile oppure quattro mesi presso enti locali o regionali, senza compenso. Il provvedimento era stato approvato nel 2025 e punta a rafforzare la prontezza del Paese. Il dato dei 4mila giovani indica quindi l’obiettivo annuale, non una partenza contemporanea di tutti.