Marco Rizzo lascia Dsp dopo gli elogi a Vannacci: nuovo partito

Marco Rizzo è pronto a voltare pagina. L’ex parlamentare di Rifondazione Comunista e fondatore di Democrazia Sovrana Popolare (DSP) ha annunciato l’intenzione di avviare un nuovo progetto politico dopo essere stato messo in minoranza dagli iscritti del movimento nel corso del congresso nazionale. Alla base della rottura ci sarebbero le sue recenti aperture nei confronti di Roberto Vannacci, giudicate da una parte della base incompatibili con la linea del partito.
L’addio segna una nuova fase per Rizzo, che guarda già al futuro con un’iniziativa politica dal nome provvisorio ma significativo: “L’Italia del domani”.
Il congresso sancisce la rottura
La frattura si è consumata durante il congresso di Democrazia Sovrana Popolare, svoltosi a Roma alla presenza di circa 500 iscritti e guidato dal presidente del movimento, Francesco Toscano.
Al termine dell’assemblea è emersa una posizione chiara: Rizzo è stato invitato a rassegnare le dimissioni da coordinatore del partito, dopo essere finito in minoranza sulle scelte politiche degli ultimi mesi.
L’ex leader, che non ha preso parte ai lavori congressuali, è stato contestato soprattutto per alcune dichiarazioni rilasciate nei confronti del generale Roberto Vannacci. In particolare, hanno suscitato dibattito le sue parole: «Un generale che dice no alla guerra mi piace», interpretate da molti iscritti come un’eccessiva apertura verso le posizioni del fondatore di Futuro Nazionale.
La posizione di Francesco Toscano
Dopo il congresso, Francesco Toscano avrebbe invitato a lasciare il movimento anche coloro che intendono seguire Rizzo nella sua nuova esperienza politica.
Una linea che certifica la profondità della frattura interna e lascia prevedere una riorganizzazione degli equilibri all’interno di Democrazia Sovrana Popolare.
Sebbene qualcuno abbia ironizzato parlando di una “scissione dell’atomo”, facendo riferimento al modesto risultato elettorale ottenuto dal movimento nelle ultime consultazioni, la vicenda assume un rilievo politico perché conferma come la figura di Roberto Vannacci continui a suscitare divisioni anche in aree politiche tradizionalmente lontane dal centrodestra.
“L’Italia del domani”, il nuovo progetto di Rizzo
Marco Rizzo, nel frattempo, ha già iniziato a delineare il proprio futuro politico.
Attraverso un video pubblicato sul suo canale YouTube, intitolato Il manifesto politico di Marco Rizzo, ha presentato quella che potrebbe diventare la nuova formazione politica.
«Noi dobbiamo impegnarci per l’Italia del domani. L’Italia del domani è uno slogan che però può anche contenere l’idea di un partito», ha dichiarato.
Parole che lasciano intendere come il nuovo soggetto politico sia già in fase di elaborazione e possa assumere proprio questo nome.
Il rapporto con Vannacci resta un’incognita
Resta da capire quale sarà il rapporto tra il nuovo progetto di Rizzo e Roberto Vannacci.
Interpellato su una possibile collaborazione, l’ex coordinatore di DSP non ha escluso alcuna ipotesi, limitandosi a rispondere con un laconico: «Vedremo».
Una dichiarazione che alimenta le ipotesi su possibili convergenze future, pur senza fornire indicazioni concrete su eventuali alleanze.
Le posizioni sull’immigrazione
Nel corso del suo intervento, Rizzo ha affrontato anche uno dei temi più discussi del dibattito politico, quello della remigrazione.
«Se sono d’accordo? Sì e no. Se uno è favorevole alla migrazione vota Pd, io penso che l’Italia sia degli italiani», ha affermato, ribadendo una posizione che segna un’ulteriore distanza rispetto alla sinistra tradizionale dalla quale proviene politicamente.
Un nuovo capitolo politico
L’uscita di Marco Rizzo da Democrazia Sovrana Popolare rappresenta un passaggio significativo nel panorama politico italiano. Il fondatore del movimento chiude così una fase della propria esperienza e guarda alla costruzione di un nuovo soggetto politico, mentre il dibattito sulle possibili convergenze con l’area sovranista e con Roberto Vannacci resta aperto.
Nei prossimi mesi sarà più chiaro se “L’Italia del domani” diventerà una nuova forza organizzata e quale spazio riuscirà a ritagliarsi in uno scenario politico in continua evoluzione.