Vannacci attacca il Safe: “Basta agenda Draghi, le priorità degli italiani sono altre”

Il leader di Futuro nazionale critica l’ipotesi di ricorrere ai fondi europei per la Difesa e rilancia la richiesta di investire su sanità, lavoro, sicurezza e immigrazione.

Si riaccende il dibattito politico sul possibile ricorso ai fondi europei del programma Safe destinati alla Difesa. A prendere posizione è il leader di Futuro nazionale, Roberto Vannacci, che respinge l’ipotesi di utilizzare lo strumento europeo, tornando a criticare l’apertura manifestata nei giorni scorsi dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Secondo l’ex generale, il ricorso al Safe rappresenterebbe un ulteriore passo verso un maggiore indebitamento comune europeo e finirebbe per limitare i margini di autonomia degli Stati membri. Per questo, Vannacci chiede che le risorse disponibili vengano destinate ad altri settori ritenuti prioritari, come sanità, lavoro, sicurezza e gestione dell’immigrazione.

Le critiche al fondo europeo

Nel corso delle sue dichiarazioni, Vannacci ha sostenuto che il meccanismo previsto dal Safe comporterebbe nuovo debito comune europeo e che, pur essendo escluso dai vincoli del Patto di stabilità, produrrebbe comunque effetti sui conti pubblici negli anni futuri.

Secondo il leader di Futuro nazionale, le decisioni sulle risorse rischierebbero inoltre di essere sempre più orientate a livello europeo, riducendo la capacità dei singoli governi nazionali di definire in autonomia le proprie priorità di spesa.

Il nodo del rimborso

Tra le osservazioni avanzate da Vannacci vi è anche quella relativa alla restituzione dei prestiti collegati al programma Safe. Secondo la sua ricostruzione, i rimborsi dovrebbero iniziare dal 2035, in una fase in cui l’Italia sarà impegnata anche nella restituzione delle risorse legate al Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

A suo giudizio, questa prospettiva rischierebbe di comprimere ulteriormente gli spazi di manovra della finanza pubblica e di trasferire nuovi oneri sulle future generazioni.

“Le priorità sono altre”

L’ex generale ha inoltre criticato l’orientamento del piano europeo verso il rafforzamento delle capacità militari, sostenendo che le principali emergenze da affrontare riguardano il costo dell’energia, la sicurezza interna e l’immigrazione.

Secondo Vannacci, destinare nuove risorse al riarmo in una fase caratterizzata da prezzi elevati dell’energia e delle materie prime comporterebbe costi maggiori senza un corrispondente aumento dell’efficacia dei sistemi di difesa.

L’appello al governo

Nel suo intervento, il leader di Futuro nazionale ha infine ribadito la richiesta di interrompere gli stanziamenti destinati all’Ucraina e ai programmi di riarmo, invitando il governo a concentrare le risorse disponibili sulle esigenze interne del Paese.

“Basta soldi all’Ucraina, basta soldi per un riarmo inutile e controproducente. Basta debito inutile che ci limita la possibilità di manovra per i prossimi decenni. Utilizziamo invece quelle risorse per risolvere le priorità degli italiani”, ha dichiarato.

Le parole di Vannacci si inseriscono nel confronto politico sull’utilizzo degli strumenti europei per la Difesa e sulle scelte che accompagneranno la prossima legge di bilancio, in un momento in cui il tema delle risorse da destinare alla sicurezza e agli investimenti pubblici continua a dividere maggioranza e opposizione.