Otoliti”. Ecco cos’è la sindrome che ha colpito Giorgia Meloni

Sono un disturbo più diffuso di quanto si immagini e hanno coinvolto anche personaggi molto noti, costringendoli a fermarsi.

Parliamo degli otoliti, che non hanno risparmiato neppure la nostra premier.

Anche la Meloni sta facendo i conti con una caterva di sintomi davvero fastidiosi.

Ma come si possono riconoscere e contrastare? In tanti, lamentandoli, se lo chiedono.

Gli otoliti colpiscono, ogni giorno, tantissimi italiani ma se ad esserne interessata è Giorgia Meloni, l’interesse attorno alla sindrome è molto più consistente. Come si manifesta? Esistono dei segnali che fungono da campanello d’allarme?

Una cosa che accomuna tutti i  pazienti è  l’aspetto inficiante della sintomatologia che può mettere a dura prova la pazienza e le azioni quotidiane di chi deve fronteggiarla.

Basta davvero poco a che una giornata, iniziata senza problemi, si trasformi in un  inferno, con tutte le difficoltà annesse alla gravità dei sintomi accusati ma analizziamoli in dettaglio.

La sindrome può comparire senza alcun segnale d’allarme e trasformare un gesto banale, come alzarsi dal letto o girare il capo, in un’esperienza destabilizzante. La sensazione è quella di perdere ogni punto di riferimento, mentre tutto sembra muoversi in modo incontrollabile. Un episodio che spaventa, ma che nella maggior parte dei casi ha una spiegazione ben precisa.Dietro questi improvvisi capogiri si nasconde un meccanismo dell’orecchio interno che altera temporaneamente il sistema dell’equilibrio. Le crisi durano spesso meno di un minuto, ma possono essere accompagnate da nausea, forte disorientamento e da una persistente sensazione di instabilità che rende difficili anche i movimenti più semplici.

Chi ne soffre tende a vivere con il timore che l’episodio possa ripresentarsi da un momento all’altro. Proprio per questo è importante riconoscere i segnali e rivolgersi tempestivamente a uno specialista, evitando rimedi improvvisati che non risolvono l’origine del problema.Il disturbo è noto come vertigine parossistica posizionale benigna ed è provocato dallo spostamento degli otoliti, minuscoli cristalli di carbonato di calcio presenti nell’orecchio interno. Quando questi frammenti finiscono nei canali semicircolari, inviano al cervello informazioni errate sulla posizione della testa, provocando la tipica sensazione di rotazione dell’ambiente. Tra le persone che hanno raccontato pubblicamente di aver affrontato questo problema figura anche Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, che in passato fu costretta a rinviare alcuni impegni istituzionali proprio a causa degli otoliti.La diagnosi viene effettuata dall’otorinolaringoiatra attraverso specifiche manovre che consentono di individuare il canale interessato osservando il caratteristico movimento involontario degli occhi, chiamato nistagmo. La terapia consiste nella cosiddetta manovra liberatoria, una sequenza di movimenti studiata per riportare gli otoliti nella loro sede naturale. In alcuni pazienti è sufficiente una sola seduta, mentre altri necessitano di più trattamenti.