“Temperature record e danni pesantissimi”. Super El Niño, il più grande caldo da 150 anni: scenario choc

Le ondate di calore che stanno caratterizzando l’estate continuano a colpire milioni di persone in tutto il mondo. Temperature estreme, incendi sempre più vasti, lunghi periodi di siccità e fenomeni meteorologici violenti stanno diventando una costante, alimentando le preoccupazioni della comunità scientifica sugli effetti del cambiamento climatico.
Se il presente appare già critico, gli scenari delineati dagli esperti per i prossimi anni potrebbero essere ancora più allarmanti. Al centro dell’attenzione c’è infatti l’evoluzione di El Niño, il fenomeno climatico che nasce nell’Oceano Pacifico e che ha la capacità di modificare gli equilibri atmosferici a livello globale.
Gli scienziati: potrebbe arrivare un “Super El Niño”
Secondo un’analisi pubblicata dalla rivista Nature, El Niño starebbe intensificandosi rapidamente e potrebbe evolvere in un vero e proprio “Super El Niño”, il più potente degli ultimi 150 anni. Se le attuali proiezioni dovessero trovare conferma, il fenomeno, sommato agli effetti del riscaldamento globale causato dalle attività umane, potrebbe rendere il 2027 l’anno più caldo mai registrato.
Gli studiosi stanno monitorando con particolare attenzione l’aumento delle temperature superficiali dell’Oceano Pacifico centro-orientale, dove il fenomeno sta mostrando segnali di accelerazione già a partire dallo scorso mese di giugno.

Cos’è El Niño e perché influenza il clima mondiale
El Niño è un fenomeno climatico naturale che si manifesta con il riscaldamento anomalo delle acque superficiali dell’Oceano Pacifico equatoriale. Generalmente si sviluppa tra la fine dell’anno e l’inizio di quello successivo e tende a ripresentarsi con una frequenza media di circa cinque anni.
Quando raggiunge un’intensità particolarmente elevata, può alterare profondamente la circolazione atmosferica, modificando il regime delle precipitazioni, aumentando le temperature medie globali e favorendo eventi estremi come alluvioni, siccità prolungate, uragani e ondate di calore.
I dati: oceani sempre più caldi
Tra le voci più autorevoli che seguono l’evoluzione del fenomeno c’è il climatologo di Berkeley Earth, Zeke Hausfather, secondo il quale l’attuale episodio potrebbe superare il precedente record di riscaldamento con un margine “davvero sbalorditivo”.
Le simulazioni elaborate da 14 diversi modelli climatici mostrano infatti che la superficie del Pacifico presenta temperature superiori di circa 0,8 gradi rispetto al forte evento di El Niño registrato tra il 2015 e il 2016, finora considerato uno dei più intensi mai osservati.
Anche la National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) degli Stati Uniti monitora con attenzione la situazione. Le ultime stime indicano una probabilità del 40% che entro la fine del 2026 il fenomeno possa raggiungere un’intensità molto elevata. Se questa evoluzione dovesse proseguire, entro la primavera del 2027 tale scenario potrebbe diventare altamente probabile.

Non solo il 2027: anche il 2026 rischia di entrare nella storia
Le preoccupazioni della comunità scientifica non riguardano esclusivamente il 2027. Secondo Hausfather, infatti, anche il 2026 potrebbe collocarsi tra gli anni più caldi mai registrati, confermando la tendenza all’aumento delle temperature medie globali osservata negli ultimi decenni.
Il climatologo sottolinea come l’effetto combinato del cambiamento climatico e di un El Niño particolarmente intenso potrebbe amplificare ulteriormente gli estremi meteorologici in numerose aree del pianeta.
Impatti economici e ambientali
Le conseguenze di un eventuale Super El Niño potrebbero andare ben oltre il semplice aumento delle temperature. Il ricercatore Justin Mankin stima che, se gli scenari previsionali dovessero concretizzarsi, i danni economici globali potrebbero raggiungere i 10 trilioni di dollari entro il 2032.
Oltre ai costi economici, gli effetti potrebbero essere devastanti anche per gli ecosistemi naturali. L’innalzamento delle temperature oceaniche rappresenta infatti una seria minaccia per le barriere coralline, la biodiversità marina e gli equilibri degli habitat oceanici, già messi a dura prova dal riscaldamento globale.
Una sfida sempre più urgente
L’evoluzione di El Niño rappresenta uno degli elementi più osservati dalla comunità scientifica internazionale. Sebbene le previsioni siano ancora soggette a margini di incertezza, gli esperti concordano su un punto: il progressivo aumento delle temperature globali sta rendendo sempre più probabili eventi climatici estremi e di maggiore intensità.
Per questo motivo il monitoraggio degli oceani e delle dinamiche atmosferiche continuerà a essere fondamentale nei prossimi mesi, mentre governi e istituzioni saranno chiamati a rafforzare le strategie di adattamento e mitigazione per affrontare una crisi climatica sempre più evidente.