Corteo No Tav, pietre e bombe carta contro la polizia. Meloni: “Non piegherete lo Stato”

È sfociata in violenti scontri la manifestazione No Tav organizzata in Valle di Susa contro i cantieri della linea ferroviaria Torino-Lione. Quella che era iniziata come una marcia partecipata si è trasformata, in alcuni tratti del percorso, in una vera e propria guerriglia urbana, con lanci di pietre e bombe carta contro le forze dell’ordine, mezzi dello Stato dati alle fiamme e una dura risposta degli agenti con lacrimogeni e idranti.

Gli episodi hanno immediatamente acceso il dibattito politico, con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il vicepremier Antonio Tajani che hanno condannato con fermezza le violenze, definendole un attacco diretto alle istituzioni e allo Stato.

La marcia e l’assalto al cantiere

La manifestazione era partita nel primo pomeriggio da Venaus, in Val Cenischia. Gli organizzatori hanno parlato della partecipazione di circa 20mila persone alla “marcia verso i cantieri della devastazione”, organizzata per protestare contro la realizzazione della linea ad alta velocità Torino-Lione.

Durante il corteo, però, una parte dei manifestanti si è separata dal resto della manifestazione dirigendosi verso il cantiere di Chiomonte. Secondo quanto ricostruito, alcune centinaia di attivisti dell’area più radicale del movimento hanno tentato di forzare le aree di sicurezza, dando il via agli scontri con le forze dell’ordine.

Bombe carta, pietre e camionette incendiate

L’attacco si è sviluppato su più fronti. Un primo gruppo di circa cento persone, molte delle quali travisate, è stato bloccato dalla polizia tra due rivi nei pressi del cantiere. Un secondo gruppo, più numeroso, è stato invece fermato nella zona di Bruzolo, tra San Didero e Bussoleno, prima che potesse raggiungere l’area dei lavori.

Secondo le ricostruzioni, diversi antagonisti, vestiti di nero e dotati di caschi e maschere antigas, hanno lanciato pietre e ordigni artigianali contro gli agenti impegnati a difendere il cantiere.

Nel corso degli scontri sono state incendiate due camionette dei carabinieri e danneggiate alcune barriere di protezione dell’area. Dopo circa un’ora di tensione, le forze dell’ordine sono riuscite a respingere gli assalti utilizzando lacrimogeni e idranti. Diversi manifestanti si sono poi ritirati nei boschi circostanti, abbandonando sul posto parte dell’equipaggiamento utilizzato durante gli scontri.

Per motivi di sicurezza è stata inoltre disposta la chiusura temporanea dell’autostrada A32 Torino-Bardonecchia nel tratto compreso tra Oulx e Susa Est.

Sequestri prima del corteo

L’allerta delle forze dell’ordine era già alta nelle ore precedenti alla manifestazione. Alla stazione di Bardonecchia sono stati sequestrati razzi, petardi, fionde, biglie e materiale pirotecnico che, secondo gli investigatori, avrebbe potuto essere utilizzato durante gli scontri.

Nei giorni precedenti il prefetto di Torino, Donato Cafagna, aveva disposto specifiche limitazioni per motivi di ordine pubblico, mentre il questore Massimo Gambino aveva emesso 14 provvedimenti tra Daspo urbani e fogli di via nei confronti di persone ritenute potenzialmente pericolose.

Prima dell’inizio del corteo, inoltre, oltre 500 appartenenti all’area antagonista si erano radunati presso il presidio dei Mulini, storico punto di riferimento del movimento No Tav.

La condanna del governo

Le immagini degli scontri hanno provocato l’immediata reazione dell’esecutivo.

«Chi lancia bombe carta, incendia mezzi dello Stato e aggredisce le Forze dell’Ordine non sta difendendo un’idea, sta attaccando lo Stato», ha dichiarato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, esprimendo piena solidarietà agli agenti impegnati nella gestione dell’ordine pubblico e ribadendo che «la violenza non piegherà lo Stato».

Sulla stessa linea il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha definito quanto accaduto una «guerriglia vergognosa e inaccettabile», manifestando vicinanza a carabinieri, poliziotti, finanzieri e a tutto il personale impegnato nelle operazioni di sicurezza.

Indagini sugli episodi di violenza

Nelle prossime ore le autorità analizzeranno le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza e dai sistemi in dotazione alle forze dell’ordine per identificare i responsabili degli assalti al cantiere e dell’incendio dei mezzi dei carabinieri.

Gli accertamenti dovranno inoltre ricostruire nel dettaglio la dinamica degli scontri e verificare eventuali ulteriori responsabilità legate ai danneggiamenti e agli episodi di violenza avvenuti durante la manifestazione.