Medio Oriente, notte di guerra: nuovi bombardamenti Usa. Teheran: “Colpiti caccia americani”

Si aggrava il confronto militare tra Stati Uniti e Iran. Nelle ultime ore Washington ha lanciato una nuova ondata di bombardamenti contro obiettivi strategici della Repubblica islamica, colpendo infrastrutture militari e ponti nella provincia di Hormozgan, dove sorge Bandar Abbas, porto fondamentale sullo Stretto di Hormuz.

Teheran ha risposto annunciando attacchi con droni contro installazioni militari statunitensi in Bahrein e rivendicando un’azione contro aerei da combattimento americani di stanza in Giordania. L’escalation alimenta i timori di un ulteriore allargamento del conflitto in un’area già estremamente instabile.

Nuovi raid americani: colpite decine di postazioni

Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha confermato di aver portato a termine la sesta notte consecutiva di operazioni militari contro l’Iran.

Secondo il comando americano, sono stati colpiti decine di obiettivi militari con l’obiettivo di ridurre ulteriormente le capacità operative delle forze iraniane.

In una nota ufficiale il CENTCOM ha dichiarato che, su ordine del presidente degli Stati Uniti, oltre 50.000 militari americani schierati in Medio Oriente rimangono “vigili, letali e pronti” a sostenere le operazioni nella regione.

Nel mirino Bandar Abbas e le infrastrutture strategiche

Tra gli obiettivi colpiti figurano alcuni ponti strategici nella provincia di Hormozgan, ritenuti dagli Stati Uniti fondamentali per i collegamenti logistici verso Bandar Abbas, principale porto iraniano sullo Stretto di Hormuz e sede di importanti installazioni navali.

Secondo fonti statunitensi citate dal Wall Street Journal, i bombardamenti miravano a interrompere le linee di rifornimento dell’esercito iraniano.

Le autorità di Teheran riferiscono che uno degli attacchi avrebbe colpito il ponte di Bandar-e Khamir, provocando vittime e feriti. Altri raid avrebbero interessato anche la stazione ferroviaria di Bandar Abbas.

Le informazioni sul bilancio delle vittime restano però contrastanti: i media iraniani parlano di diversi morti e numerosi feriti, mentre altre fonti invitano alla prudenza in attesa di verifiche indipendenti.

La risposta dell’Iran: droni contro obiettivi Usa in Bahrein

Poche ore dopo i bombardamenti americani, l’esercito iraniano ha annunciato di aver lanciato droni kamikaze Arash contro obiettivi militari statunitensi in Bahrein.

Secondo quanto riferito dai media regionali, nel mirino sarebbe finita la base aerea di Al-Sakhir, utilizzata dalle forze armate americane e sede di elicotteri militari e velivoli da ricognizione.

L’attacco ha portato anche all’attivazione delle sirene d’allarme in Kuwait.

Teheran ha definito l’operazione una risposta ai raid americani contro infrastrutture iraniane e ha avvertito che seguiranno ulteriori azioni “rapide e decisive” in caso di nuove offensive.

Teheran rivendica un attacco anche in Giordania

La televisione di Stato iraniana ha inoltre riferito che il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Pasdaran) avrebbe colpito alcuni caccia statunitensi schierati in Giordania.

La notizia è stata rilanciata anche da Al Jazeera, ma al momento non esistono conferme indipendenti sull’effettivo esito dell’operazione.

Nelle ore precedenti l’esercito giordano aveva annunciato di aver intercettato e abbattuto tre missili iraniani diretti verso il proprio territorio.

Tensione nello Stretto di Hormuz

Lo Stretto di Hormuz continua a rappresentare uno dei principali punti di frizione tra i due Paesi.

Il segretario alla Difesa statunitense, Pete Hegseth, ha ribadito che “l’Iran non controlla lo Stretto di Hormuz”, sottolineando la presenza navale americana nel Golfo dell’Oman.

Washington sostiene di aver già costretto diverse navi commerciali a modificare la propria rotta nell’ambito del blocco navale imposto ai porti iraniani.

Parallelamente, il CENTCOM ha reso noto che militari americani hanno abbordato la petroliera M/T Wen Yao, inserita nella lista delle sanzioni statunitensi con l’accusa di trasportare petrolio iraniano.

Diplomazia ancora aperta

Nonostante il rapido deterioramento della situazione militare, la Casa Bianca sostiene che restino ancora aperti canali diplomatici con Teheran nel tentativo di evitare un’ulteriore escalation.

Le prossime ore saranno decisive per capire se il confronto resterà circoscritto agli attuali teatri operativi o se il conflitto rischierà di coinvolgere altri Paesi dell’area mediorientale, con possibili ripercussioni sulla sicurezza internazionale e sui traffici energetici nello Stretto di Hormuz.