Il virologo Bassetti shock: “Volevano uccidere i miei figli”

Le minacce ricevute durante la pandemia, la scorta, la protezione garantita alla famiglia e una dura riflessione sulle conseguenze della polarizzazione del dibattito sui vaccini. È quanto ha raccontato Matteo Bassetti nel corso della sua audizione davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione dell’emergenza Covid-19.
Il direttore della Clinica di Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova e professore ordinario all’Università di Genova ha ripercorso gli anni più difficili della pandemia, soffermandosi sulle intimidazioni che, ha spiegato, hanno profondamente segnato la sua vita privata e professionale.
«Per mesi sono stato sotto scorta»
Nel suo intervento, Bassetti ha ricordato il periodo in cui, a causa delle minacce ricevute, era costretto a muoversi sotto la protezione delle forze dell’ordine.
«Uscivo di casa con quattro poliziotti che mi accompagnavano a lavorare», ha raccontato ai commissari.
Le misure di sicurezza, ha spiegato, non hanno riguardato soltanto lui, ma anche i suoi familiari.
«I miei figli per un anno sono andati a scuola con la polizia davanti alla porta della scuola», ha dichiarato, aggiungendo che anche la moglie era costantemente sorvegliata sul luogo di lavoro.
La lettera con i nomi dei figli
Tra gli episodi più drammatici ricordati dall’infettivologo vi è una lettera anonima recapitata durante il periodo dell’emergenza sanitaria.
All’interno del messaggio erano riportati i nomi dei suoi due figli e il riferimento alla scuola da loro frequentata.
«Dicevano che li avrebbero ammazzati», ha riferito Bassetti, ricordando uno dei momenti più difficili vissuti dalla sua famiglia durante gli anni della pandemia.
Le critiche al movimento No Vax
Nel corso dell’audizione, il medico ha sostenuto che l’ostilità nei confronti della campagna vaccinale si sia progressivamente trasformata in un attacco diretto contro il personale sanitario.
Secondo Bassetti, durante l’emergenza si sarebbe sviluppata anche una forte componente politica che avrebbe contribuito ad alimentare il movimento No Vax, con effetti che, a suo giudizio, continuano ancora oggi a manifestarsi.
Tra le conseguenze indicate dal professore vi sono il calo delle coperture vaccinali e il ritorno di malattie prevenibili, come il morbillo.
«I vaccini trasformati in un’arma politica»
L’infettivologo ha espresso anche una critica alla gestione del dibattito pubblico sulle vaccinazioni.
«Le vaccinazioni sono diventate un’arma di distrazione politica», ha affermato, sostenendo che temi di natura scientifica siano stati trasformati in oggetto di scontro tra forze politiche.
Secondo Bassetti, quando la politica interviene su questioni sanitarie senza adeguate competenze, il confronto pubblico rischia di allontanarsi dall’evidenza scientifica e di generare sfiducia tra i cittadini.
«Attaccare i vaccini significa colpire i cittadini»
Nelle conclusioni del suo intervento davanti alla Commissione, Bassetti ha ribadito la centralità della prevenzione vaccinale nella tutela della salute pubblica.
«Attaccare la vaccinazione vuol dire attaccare gli stessi cittadini che la politica dovrebbe prima di tutto proteggere», ha dichiarato.
Le sue parole si inseriscono nel più ampio lavoro della Commissione parlamentare d’inchiesta, chiamata a ricostruire la gestione dell’emergenza Covid-19 attraverso l’audizione di istituzioni, esperti e protagonisti di una delle fasi più delicate della storia recente del Paese.