Famiglia sterminata a coltellate: madre, padre e bambina di 5 anni
Una vicenda sconvolgente che proviene dalla periferia romana. Un fatto di sangue che ha turbato l’Italia. Chi conosceva i protagonisti fatica a trovare spiegazioni alla vicenda efferata svoltasi in una sera come tante.
Gli investigatori lavorano per comprendere contatti recenti e possibili sviluppi maturati prima dei fatti. Ogni elemento è utile per ricostruire una sequenza ancora ricca di punti oscuri. Perché dettaglio potrebbe rivelarsi decisivo.
Le prime verifiche hanno portato all’attenzione degli inquirenti numerosi aspetti da approfondire. Testimonianze, riscontri tecnici e accertamenti scientifici vengono analizzati senza tralasciare alcuna possibilità investigativa.

Le attività investigative proseguono senza sosta attraverso sopralluoghi, analisi dei dispositivi elettronici e raccolta delle immagini registrate dai sistemi di sorveglianza presenti nell’area interessata. Intanto cresce l’attesa per gli esiti degli esami che potrebbero chiarire definitivamente l’intera ricostruzione.

La vicenda si è consumata nella tarda serata di venerdì in un appartamento di via Montiglio, nel quartiere Casalotti, alla periferia ovest di Roma. All’interno dell’abitazione sono stati trovati senza vita Kamal Udiu, 38 anni, la moglie Arzu Udiu, 39, e la figlia Alicia, di cinque anni, tutti cittadini bengalesi. Il figlio maggiore Onion, ventenne, è rimasto ferito ed è stato trasportato al Policlinico Gemelli.
L’allarme è stato lanciato intorno alle 22 dai vicini, richiamati dalle urla provenienti dall’appartamento. Alcuni testimoni hanno raccontato di aver visto una persona, forse accompagnata da un’altra, allontanarsi rapidamente dalla palazzina prima dell’arrivo delle forze dell’ordine e dei sanitari del 118.
Le indagini della Squadra Mobile, coordinata da Roberto Pititto insieme agli specialisti della Polizia Scientifica, si concentrano sull’ipotesi che l’autore conoscesse la famiglia. Secondo i primi riscontri, il giovane ricercato sarebbe un amico del ventenne sopravvissuto e avrebbe già frequentato l’abitazione in passato.

La ricostruzione iniziale suggerisce che i genitori lo abbiano accolto in casa senza sospetti. Successivamente sarebbe nata una lite degenerata rapidamente. Gli investigatori stanno esaminando telefoni cellulari, immagini delle telecamere e ogni elemento utile per ricostruire gli ultimi contatti avuti dalla famiglia nelle ore precedenti.
Per tutta la notte sono proseguite le ricerche del sospettato anche nell’area boschiva attorno a Casalotti, con l’impiego di droni dotati di telecamere a infrarossi. Nel frattempo sono stati ascoltati parenti, amici e conoscenti della famiglia, mentre il movente resta ancora da chiarire e gli investigatori continuano a raccogliere elementi determinanti per individuare il responsabile.