Concistoro, il Papa: “I conflitti si risolvono da esseri umani, non da bestie”
È iniziato questa mattina in Vaticano il secondo Concistoro straordinario convocato da Papa Leone, che ha riunito a Roma i cardinali provenienti da tutto il mondo per un confronto a porte chiuse sulle principali questioni che attraversano la Chiesa e la comunità internazionale. Tra i temi al centro dei lavori figurano la pace, i conflitti armati, le tensioni geopolitiche, l’ascolto delle Chiese locali e le sfide legate all’intelligenza artificiale.
Dopo il primo incontro svoltosi a gennaio, il Pontefice conferma la volontà di rendere il Concistoro un appuntamento periodico di consultazione, privo di valore decisionale ma pensato come spazio di confronto collegiale con il Collegio cardinalizio e come strumento per raccogliere le sensibilità delle diverse realtà ecclesiali presenti nei cinque continenti.
La messa a San Pietro e l’appello contro la guerra
L’apertura dei lavori è stata segnata dalla celebrazione della messa nella Basilica di San Pietro. Nell’omelia, Papa Leone ha lanciato un forte appello contro la guerra, sottolineando la necessità di affrontare i conflitti con spirito umano e non attraverso la logica della forza.
«Occorre risolvere i conflitti da esseri umani e non da bestie, magari dotate di armi iper-tecnologiche», ha affermato il Pontefice, richiamando anche le ferite provocate dalle tensioni internazionali: «Mentre invitiamo tutti i popoli alla fede, nella quale siamo davvero liberi, tensioni internazionali e conflitti feriscono gravemente la famiglia umana».
Un messaggio che si inserisce in uno dei cardini del suo pontificato: riportare la dignità della persona al centro delle relazioni internazionali.
Quattro sessioni di lavoro e nuove assenze
Il programma del Concistoro prevede quattro sessioni distribuite tra oggi e domani, al termine delle quali il Papa tirerà le somme del confronto. Dopo una pausa domenicale, i cardinali torneranno in Vaticano lunedì per la celebrazione dei santi Pietro e Paolo insieme agli arcivescovi metropoliti nominati nell’ultimo anno.
Non tutti i porporati saranno presenti: alcune assenze sono legate a motivi di salute, tra cui quelle dei cardinali Peter Erdő, Willem Jacobus Eijk e Zen Ze-kiun.
Un’agenda modificata e il metodo sinodale
Nel corso dei mesi l’agenda dell’incontro ha subito modifiche significative. In una prima comunicazione, Papa Leone aveva indicato tra le priorità il rilancio di Evangelii gaudium, con l’obiettivo di verificare l’attuazione del messaggio di Papa Francesco nelle Chiese locali. Questo riferimento è stato poi rimosso dall’ordine del giorno definitivo, sostituito da interrogativi più ampi sulle sofferenze dei popoli e sulle sfide pastorali e sociali del presente.
A far discutere è anche il metodo scelto per il confronto: una struttura sinodale con gruppi linguistici, tavoli di discussione e interventi limitati a tre minuti. Ogni gruppo sarà chiamato a elaborare una sintesi condivisa, con l’obiettivo di favorire l’ascolto reciproco e ridurre la centralità dei singoli interventi.
Le tensioni nel Collegio cardinalizio
Questa impostazione continua tuttavia a suscitare perplessità nell’ala più conservatrice del Collegio cardinalizio. A pesare sono anche l’assenza del tema della liturgia, considerato centrale da una parte dei porporati, e la scelta dei cardinali incaricati di introdurre i lavori: Grzegorz Ryś, Víctor Manuel Fernández, Stephen Brislin e Mario Grech, tutti nominati da Papa Francesco e vicini all’area riformatrice.
Una decisione che viene letta da alcuni osservatori come un segnale di continuità con il pontificato precedente.
Riserbo e confronto interno
La Sala stampa vaticana ha chiesto il massimo riserbo sullo svolgimento dei lavori, invitando i cardinali a non rilasciare dichiarazioni pubbliche durante il Concistoro. Nonostante il silenzio ufficiale, sono previsti confronti informali, colloqui personali con il Pontefice e momenti di dialogo diretto, soprattutto nella sessione conclusiva, quando sarà possibile affrontare anche temi non inclusi nell’agenda.
Il Concistoro si conferma così un momento centrale di ascolto e confronto per la Chiesa, in una fase storica segnata da tensioni globali e da profonde trasformazioni sociali e tecnologiche.