“Troppa gentaglia in giro!”. Il piano di Salvini per militarizzare le stazioni italiane

ROMA – La sicurezza nelle stazioni ferroviarie e sui mezzi pubblici torna al centro del dibattito politico e istituzionale. Tra dati incoraggianti e nuove misure di prevenzione, il tema continua a rappresentare una delle priorità per il sistema dei trasporti italiano, dove la lotta contro aggressioni, furti e atti di violenza resta una sfida aperta.

Secondo quanto emerso durante un recente incontro tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e i vertici del gruppo Ferrovie dello Stato, il sistema ferroviario registra segnali positivi sul fronte della sicurezza. I dati evidenziano infatti una diminuzione del 47% delle aggressioni ai danni del personale FS e un calo del 46% dei furti nelle stazioni italiane rispetto all’anno precedente.

Numeri che vengono considerati incoraggianti dal Ministero, pur nella consapevolezza che il percorso verso una maggiore sicurezza non può dirsi concluso. Le istituzioni sottolineano infatti la necessità di consolidare i risultati raggiunti attraverso ulteriori investimenti e un rafforzamento delle attività di controllo.

Un ruolo determinante è stato svolto da FS Security, la struttura incaricata della vigilanza nelle aree ferroviarie. Attualmente sono 1.348 gli operatori impiegati nei principali nodi di trasporto del Paese, ma il piano prevede un significativo incremento degli organici fino a raggiungere quota 1.700 unità.

L’obiettivo è aumentare la presenza di personale dedicato alla sicurezza nelle stazioni e intensificare i controlli nelle aree considerate più sensibili, contribuendo a migliorare la percezione di sicurezza da parte dei viaggiatori.

Sul tema è intervenuto anche il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, che ha ribadito la necessità di adottare un approccio più deciso. Secondo il leader della Lega, è necessario rafforzare ulteriormente il presidio delle principali stazioni italiane e aumentare i controlli sul territorio.

«C’è ancora troppa gentaglia in giro, serve controllare metro per metro le stazioni», ha dichiarato il ministro, annunciando la volontà di lavorare a un ulteriore potenziamento delle misure di sicurezza e della presenza degli operatori nei principali punti di transito del Paese.

La questione non riguarda soltanto il trasporto ferroviario. Anche nel settore del trasporto pubblico locale continuano a registrarsi episodi di violenza e aggressione. Secondo le stime, ogni anno si verificano circa 7.000 casi tra aggressioni fisiche e verbali che coinvolgono autisti, controllori e passeggeri.

Per contrastare il fenomeno, negli ultimi anni sono stati introdotti strumenti e protocolli specifici. Tra le misure adottate figurano cabine protette per il personale di bordo, sistemi di videosorveglianza e dispositivi tecnologici destinati a migliorare la gestione delle situazioni di emergenza.

Particolarmente significativa è stata l’introduzione di nuove soluzioni nel trasporto pubblico locale della Capitale. Grazie a un protocollo sottoscritto tra il Comune di Roma e la Prefettura, sono stati implementati strumenti come le bodycam per i controllori, i pulsanti di emergenza collegati direttamente al numero unico 112 e sistemi di geolocalizzazione dei mezzi.

Il quadro complessivo mostra dunque un sistema in evoluzione, caratterizzato da una progressiva riduzione dei reati e da un rafforzamento delle strategie di prevenzione. Tuttavia, la persistenza di episodi di violenza e la percezione di insicurezza da parte dei cittadini mantengono alta l’attenzione delle istituzioni.

Le prossime misure annunciate dal governo e dalle aziende del settore saranno fondamentali per consolidare i risultati ottenuti e verificare l’efficacia delle nuove strategie di controllo e tutela della sicurezza nei luoghi di transito e sui mezzi pubblici italiani.