
L’uscita di Gianni Alemanno da Rebibbia è avvenuta dopo 1 anno, 5 mesi e 24 giorni di detenzione nell’ambito dell’inchiesta “Mondo di Mezzo”. Un passaggio che ha attirato l’attenzione di media e sostenitori.
“Esco dal carcere da innocente”, ha detto. Ai giornalisti presenti ha ribadito la propria posizione, dichiarandosi innocente e sottolineando come la sua esperienza in carcere abbia segnato profondamente la sua visione della giustizia e delle istituzioni.
Poco dopo, l’ex sindaco ha confermato un incontro serale con Roberto Vannacci, definendolo una figura capace di rompere gli schemi e aprire nuove prospettive politiche, pur nella diversità di vedute.

“Vedrò questa sera Vannacci a cena, è un volto nuovo, una nuova speranza che rompe gli schemi e apre una prospettiva diversa. Parleremo di tante cose, anche se non siamo d’accordo su tutto”, ha detto Alemanno.
Al centro delle sue dichiarazioni anche la situazione dei penitenziari italiani, definiti una realtà critica. “Ho visto e conosciuto una realtà tremenda, il carcere è una vergogna per la Repubblica, una offesa per come tratta la gente e che non dà, a chi se la merita, una possibilità di cambiamento”, ha commentato. Infine, ha rivolto un appello alla politica nazionale, citando anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio, auspicando una riforma condivisa sul sistema penitenziario e sulla riduzione della recidiva.
