Ritrovate le sorelle scomparse: ecco dove erano

Basta poco per  cambiare il corso degli eventi.

L’inatteso può stravolgere ogni dettaglio…

…modificando ipotesi e congetture.

E intanto, migliaia di persone rimangono con il fiato sospeso.

La vicenda delle sorelle Sarah e Alisya si è conclusa con il loro ritrovamento a Formia, in provincia di Latina, dopo quindici giorni di assenza dalla casa-famiglia di Civitella Alfedena, nell’Aquilano. Le due ragazze, di 12 e 16 anni, sono state individuate dai carabinieri all’interno di un appartamento riconducibile a uno zio materno nel quartiere Rio Fresco. L’abitazione si trova a poca distanza da un altro immobile legato alla madre delle giovani. Le minorenni sono state trovate in buone condizioni e il loro rintraccio ha posto fine a una delle vicende più seguite delle ultime settimane.

L’operazione è scattata nella serata del 21 giugno, quando i militari  coordinati dalla Procura di Sulmona, hanno fatto irruzione nell’appartamento dopo giorni di accertamenti e verifiche. Secondo le ricostruzioni emerse, il blitz è stato condotto in una zona di edilizia popolare di Formia e ha permesso di localizzare le due sorelle che da oltre due settimane risultavano irreperibili. Le indagini si erano progressivamente spostate dall’Abruzzo verso il basso Lazio, concentrandosi tra Formia, Gaeta, Minturno e Cassino.

Un ruolo importante nell’inchiesta è stato svolto dalle testimonianze raccolte dagli investigatori. Nei giorni precedenti era stato ascoltato a lungo Youssef, il fidanzato diciottenne della ragazza più grande, considerato dagli inquirenti una persona informata sui fatti. Le sue dichiarazioni avrebbero contribuito a indirizzare l’attenzione verso l’ambiente familiare delle due sorelle e verso alcuni parenti residenti nel territorio pontino. Parallelamente, gli investigatori hanno approfondito tutti i contatti mantenuti dalle giovani prima dell’allontanamento dalla struttura di accoglienza.

Dopo il ritrovamento, le due ragazze sono state affidate alle autorità locali in attesa del trasferimento in una nuova struttura protetta nell’area di Cassino. La magistratura sta ora valutando ogni aspetto della vicenda per chiarire come sia stato possibile il loro allontanamento e chi abbia eventualmente favorito la permanenza lontano dalla casa-famiglia. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti vi sono possibili responsabilità di natura penale nei confronti di coloro che avrebbero aiutato le minorenni durante queste settimane.

La notizia del ritrovamento ha avuto un forte effetto emotivo sul padre delle ragazze, Stefano Di Giacinto. Dopo aver appreso che le figlie erano state rintracciate sane e salve, l’uomo ha accusato un malessere legato alla tensione accumulata durante i lunghi giorni di attesa ed è stato accompagnato in ospedale. Fin dall’inizio aveva sostenuto la convinzione che le figlie fossero ancora vive e che qualcuno le stesse ospitando. Il ritrovamento nell’abitazione dello zio materno sembra confermare l’ipotesi investigativa secondo cui l’allontanamento sarebbe stato pianificato con l’aiuto di persone conosciute e ritenute affidabili dalle due sorelle. Ora l’attenzione degli inquirenti è rivolta alla ricostruzione completa dei fatti e all’accertamento delle eventuali responsabilità di tutti i soggetti coinvolti.