
La vicenda riguarda Alisya e Sarah Di Giacinto, le due sorelle allontanatesi da Civitella Alfedena il 7 giugno. Secondo quanto riportato, gli investigatori stanno analizzando alcune lettere scritte dalle ragazze, tra cui una missiva di gennaio firmata da Alisya. In quel testo la sedicenne esprimeva disagio e preoccupazione, raccontando la difficoltà di vivere lontana dai propri affetti. Un documento personale oggi viene valutato come possibile elemento utile.
Nella lettera, Alisya scriveva di desiderare il ritorno a una dimensione familiare unita. Le parole riportate descrivono un momento emotivamente complesso, ma non possono essere interpretate da sole come spiegazione dell’allontanamento. Gli investigatori dovranno capire se quel contenuto abbia un collegamento con quanto accaduto mesi dopo oppure se rappresenti soltanto uno sfogo privato. Restano necessari riscontri oggettivi e un’attenta lettura contestuale.
Le ricerche proseguono anche nell’area del lago di Barrea, dove il 18 giugno sono arrivati i Vigili del fuoco del nucleo di Soccorso subacqueo acquatico di Ancona. Le squadre stanno effettuando controlli nel bacino artificiale, sotto il ponte e lungo le sponde. Le operazioni coinvolgono anche unità cinofile e personale specializzato. L’attività punta a raccogliere segnalazioni attendibili e verificare ogni possibile traccia.

L’attenzione resta alta anche per gli aspetti quotidiani legati alle due sorelle. Alisya frequenta l’istituto turistico di Castel di Sangro e coltiva passioni come danza e criminologia, mentre Sarah frequenta la scuola media. Il padre ha ricordato pubblicamente che la più piccola è celiaca, invitando eventuali negozianti a segnalare acquisti sospetti di prodotti specifici. Questo dettaglio potrebbe offrire indicazioni pratiche per orientare nuove verifiche.
Gli accertamenti continuano quindi su più fronti: lettere, testimonianze, segnalazioni e controlli territoriali. Nessuna ipotesi viene esclusa, ma ogni pista deve essere confermata prima di assumere valore concreto. I materiali personali possono aiutare a comprendere il contesto emotivo, senza sostituire il lavoro investigativo. La priorità resta favorire il ritrovamento delle sorelle e ricostruire ogni possibile spostamento.
