Vannacci a Otto e mezzo attacca la Lega: scontro con Gruber su Lgbt e famiglia

Esordio televisivo per Roberto Vannacci nel salotto di Otto e mezzo su La7. L’europarlamentare eletto nelle liste della Lega e fondatore del movimento Futuro Nazionale è stato protagonista di un confronto serrato con la conduttrice Lilli Gruber, in una puntata segnata da toni accesi e scambi polemici su politica estera, identità del Carroccio e diritti civili.

Il dibattito è rimasto teso per tutta la durata della trasmissione, con posizioni distanti e risposte spesso dirette. Al centro della discussione, anche il rapporto tra Vannacci e la Lega, partito che lo ha portato al Parlamento europeo.

Le tensioni con la Lega e il tema della politica estera

Vannacci ha criticato quella che considera una linea “a intermittenza” della Lega in materia sovranista, sostenendo che non sarebbe lui ad aver cambiato posizione, ma il partito ad aver modificato il proprio orientamento politico. L’europarlamentare ha ribadito di essere rimasto coerente con i principi della propria candidatura.

Ampio spazio è stato dedicato anche alla guerra in Ucraina e al tema degli armamenti. Vannacci ha evidenziato quella che definisce una contraddizione tra il voto europeo contrario all’invio di armi e il sostegno, a livello nazionale, al cosiddetto “decreto armi”, parlando di una doppiezza politica che non gli apparterrebbe.

Il confronto sul decreto armi

Nel corso del dibattito è intervenuta anche la giornalista del Sole 24 Ore Lina Palmerini, che ha chiesto chiarimenti sulle posizioni della Lega. Vannacci ha negato di essere stato informato in anticipo sulle decisioni del partito, sostenendo che il confronto interno sul provvedimento sarebbe proseguito fino all’ultimo momento.

Un passaggio che, in studio, ha rafforzato l’idea di un rapporto sempre più complesso tra l’europarlamentare e il Carroccio, mentre Vannacci continua a costruire un proprio spazio politico autonomo.

Diritti civili e scontro con Gruber

Il momento più acceso della trasmissione è arrivato sul tema dei diritti civili. Vannacci ha criticato la presenza di rappresentanti della comunità LGBTQ+ negli incontri della Lega, ritenendola in contraddizione con la difesa della “famiglia naturale”, principio che ha definito non negoziabile.

Alla domanda diretta di Lilli Gruber sulla possibilità di escludere tali rappresentanti, Vannacci ha risposto negativamente rispetto a un cambio di posizione, ribadendo la propria linea.

Gruber ha replicato sottolineando come il concetto di “famiglia naturale” sia oggi considerato superato da una parte del dibattito pubblico. L’europarlamentare ha invece confermato la sua impostazione, sostenendo che continuerà a difenderla.

La gaffe e il confronto sul linguaggio

Nel corso della discussione è stato affrontato anche il tema delle sue precedenti dichiarazioni sugli omosessuali. Vannacci ha spiegato di essersi riferito al concetto di “normalità” in senso linguistico, ma ha commesso una svista citando erroneamente il dizionario “Zingaretti” invece dello Zingarelli.

La chiusura e il botta e risposta finale

Nel finale del confronto, la conduttrice ha accusato Vannacci di un’eccessiva focalizzazione sul tema dei diritti civili, ricevendo in risposta un invito a “guardarsi allo specchio”.

Alla domanda conclusiva di Gruber su come reagirebbe se scoprisse di essere omosessuale, Vannacci ha risposto in modo netto, affermando che non rivendicherebbe alcun diritto specifico.

La puntata si è chiusa così, confermando il clima di forte contrapposizione e alimentando ulteriormente il dibattito politico attorno alla figura dell’europarlamentare e al suo rapporto con la Lega.