Meloni replica sulle polemiche per il vertice Ue-Balcani: “La sinistra è disperata”
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni respinge con decisione le polemiche nate attorno alla sua mancata partecipazione al vertice tra Unione Europea e Balcani occidentali svoltosi in Montenegro e respinge ogni ipotesi di isolamento internazionale dell’Italia.
In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, la premier ha liquidato le critiche provenienti dalle opposizioni, accusate di voler alimentare una narrazione politica distante dalla realtà.
«Le polemiche sul presunto isolamento le lascio volentieri a una sinistra disperata», ha dichiarato Meloni, rispondendo alle accuse di chi aveva interpretato la sua assenza come un segnale di scarso interesse verso il percorso di integrazione europea dei Paesi balcanici.
La replica della premier
Secondo la presidente del Consiglio, la mancata partecipazione al summit non deve essere letta come un messaggio politico nei confronti dei partner europei né come una presa di distanza dai temi affrontati durante l’incontro.
«Quando ho qualcosa da dire, la dico», ha affermato, sottolineando di non condividere quelle che considera letture strumentali o interpretazioni costruite ad arte per generare polemiche.
Meloni ha inoltre ironizzato sulle ricostruzioni circolate nelle ultime ore, facendo riferimento a un celebre passaggio cinematografico e prendendo le distanze da ogni strategia comunicativa basata sull’assenza come forma di messaggio politico.
«Gli atteggiamenti infantili o morettiani del tipo “mi si nota di più se vengo o se non vengo” li lascio volentieri ad altri», ha aggiunto.
Le critiche dell’opposizione
L’assenza della premier dal vertice aveva alimentato un acceso dibattito politico. Alcune forze di opposizione avevano infatti interpretato la mancata partecipazione come un segnale di disinteresse del governo italiano verso una delle questioni strategiche per il futuro dell’Unione Europea: il processo di allargamento ai Paesi dei Balcani occidentali.
Le critiche si sono concentrate soprattutto sul valore simbolico dell’incontro, considerato un appuntamento importante per consolidare il dialogo tra Bruxelles e i Paesi candidati all’ingresso nell’Unione.
Da parte delle opposizioni, non sono mancati i riferimenti al ruolo che l’Italia potrebbe esercitare nell’area balcanica e alla necessità di mantenere una presenza politica costante nei principali tavoli europei.
La spiegazione di Palazzo Chigi
Fin dalle prime ore successive al summit, Palazzo Chigi aveva chiarito le ragioni dell’assenza della presidente del Consiglio.
Secondo quanto spiegato dal governo, Meloni non avrebbe potuto raggiungere il Montenegro a causa del protrarsi degli impegni istituzionali legati alle celebrazioni del 212° anniversario della fondazione dell’Arma dei Carabinieri, svoltesi a Reggio Calabria.
Una motivazione che l’esecutivo considera esclusivamente organizzativa e che esclude qualsiasi valutazione di carattere politico o diplomatico.
Il governo respinge l’ipotesi di isolamento
Con le dichiarazioni rilasciate al Corriere della Sera, Meloni ha voluto chiudere definitivamente la polemica, ribadendo che l’Italia continua a svolgere un ruolo centrale nei principali dossier europei e internazionali.
La premier ha respinto l’idea che l’assenza al vertice possa essere interpretata come un segnale nei confronti dei partner dell’Unione Europea, sostenendo che la partecipazione o meno a un singolo appuntamento non possa essere utilizzata come parametro per valutare il peso politico di un Paese sulla scena internazionale.
La vicenda si inserisce in un contesto di crescente confronto tra maggioranza e opposizione sulla politica estera del governo, con il tema della collocazione internazionale dell’Italia che continua a rappresentare uno dei principali terreni di scontro politico.
Per Palazzo Chigi, tuttavia, il caso è chiuso: l’assenza della presidente del Consiglio dal vertice Ue-Balcani è stata determinata esclusivamente da esigenze istituzionali e non da scelte di natura politica.