Garlasco, Sempio “non sarà condannato per femminicidio”. Ecco perché: sconvolgente
In Italia, l’introduzione del reato di femminicidio rappresenta un passo importante nella lotta contro la violenza di genere. La legge n. 181 del 2025 ha infatti modificato il Codice penale, inserendo l’articolo 577-bis, che crea una fattispecie autonoma di reato per l’uccisione di una donna motivata da discriminazione, odio di genere o rifiuto di instaurare una relazione affettiva. Tuttavia, questa normativa non può essere applicata retroattivamente a fatti commessi prima della sua entrata in vigore, come nel caso dell’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, avvenuto nel 2007.
Il nuovo reato di femminicidio e le sue caratteristiche
La norma introduce una pena più severa, prevedendo l’ergastolo per chi provoca la morte di una donna per motivi di discriminazione o odio di genere. La formulazione di questa legge si basa su principi di tutela della donna e di lotta alla violenza di genere, riconoscendo il femminicidio come un reato specifico e distinto dall’omicidio volontario.
Il caso Garlasco e la questione della retroattività
Nel procedimento relativo all’omicidio di Chiara Poggi, uno degli aspetti discussi riguarda la possibilità di applicare la fattispecie di femminicidio al presunto autore, Andrea Sempio, qualora venga rinviato a giudizio e successivamente condannato. La risposta giuridica, tuttavia, è negativa. La ragione risiede nel principio di irretroattività della legge penale, sancito dall’articolo 25 della Costituzione italiana e ribadito dall’articolo 2 del Codice penale.
Il principio di irretroattività e la tutela della legalità
Secondo questo principio, nessuno può essere punito sulla base di norme entrate in vigore dopo il fatto commesso. Ciò significa che anche se il movente ipotizzato nel caso Poggi, ovvero il rifiuto della vittima, potrebbe sembrare compatibile con la definizione di femminicidio, questa non può essere applicata retroattivamente, poiché l’omicidio si è verificato nel 2007, mentre la legge sul femminicidio è entrata in vigore nel 2025.
Eccezioni: la legge più favorevole
L’unica eccezione a questa regola riguarda l’applicazione di norme più favorevoli all’imputato. Se una legge successiva elimina un reato o riduce la pena prevista, può essere applicata retroattivamente, anche ai fatti commessi prima della sua entrata in vigore. Tuttavia, nel caso di specie, questa eccezione non si applica, poiché la legge sul femminicidio rappresenta un aggravamento e non una diminuzione delle pene o una depenalizzazione.