Garlasco, Marco Poggi rompe il silenzio dopo 19 anni

Dopo quasi vent’anni di silenzio, la famiglia di Chiara Poggi torna a parlare pubblicamente del delitto che il 13 agosto 2007 sconvolse Garlasco e l’intero Paese. A far sentire la sua voce è Marco Poggi, fratello della giovane uccisa nella villetta di famiglia, protagonista di un’esclusiva intervista rilasciata alla trasmissione televisiva Quarto Grado, in onda venerdì 5 giugno.
Oggi trentasettenne, residente in Veneto e impiegato lontano dai riflettori, Marco Poggi ha raccontato il peso di anni vissuti tra dolore e sospetti. Nel corso dell’intervista ha ricordato come, nel tempo, alcune ipotesi investigative e mediatiche abbiano finito per coinvolgere anche lui.
«Si sono fatte ipotesi su di me, non ci posso fare nulla», ha dichiarato, sottolineando quanto sia stato difficile convivere con accuse e insinuazioni. Un’esperienza che, secondo le sue parole, ha lasciato ferite profonde: «Essere accusato di essere coinvolto nell’omicidio di Chiara mi ha fatto male».
Ma il dolore più grande resta quello legato alla memoria della sorella. Marco ha spiegato di aver sofferto nel vedere il nome e il ricordo di Chiara al centro di continue speculazioni, mentre la famiglia continua a fare i conti con una tragedia che non ha mai smesso di pesare sulle loro vite. «Ci siamo tornati dentro, forse più di prima», ha confessato, riferendosi alla riapertura dell’attenzione sul caso.
Le nuove indagini
Le dichiarazioni arrivano in una fase particolarmente delicata dell’inchiesta. La Procura di Pavia ha infatti riaperto gli accertamenti sul delitto, iscrivendo nel registro degli indagati Andrea Sempio, amico di Marco Poggi. Nei suoi confronti vale naturalmente il principio della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.
Sul fronte della famiglia Poggi è intervenuto anche l’avvocato Francesco Compagna, che ha criticato il modo in cui sarebbero stati trattati i genitori della vittima durante le recenti attività investigative. Secondo il legale, definire la famiglia come “oppositiva” non terrebbe conto della sofferenza e delle difficoltà vissute da chi ha perso una figlia in circostanze tanto drammatiche.
Di diverso avviso la difesa di Andrea Sempio. L’avvocato Liborio Cataliotti ha annunciato che non collaborerà alla consulenza psichiatrica disposta dalla Procura, giudicandola prematura rispetto all’attuale fase dell’indagine.
Il procuratore Fabio Napoleone ha nel frattempo disposto ulteriori approfondimenti tecnici, nonostante la chiusura formale delle indagini avvenuta lo scorso maggio. I consulenti incaricati dovranno valutare le tesi tecniche presentate dalla difesa e verificarne la solidità scientifica. Una scelta che continua ad alimentare il confronto tra accusa e difesa.
Il giorno dell’omicidio
Un elemento tornato al centro dell’attenzione riguarda proprio Marco Poggi. Il giorno dell’omicidio, il 13 agosto 2007, il giovane si trovava in vacanza in Trentino insieme ai genitori, partito circa una settimana prima. All’epoca studente, aveva spiegato agli investigatori di non aver comunicato la partenza ad amici o conoscenti, trattandosi di una breve vacanza familiare.
Tra gli aspetti ancora oggetto di approfondimento figurano inoltre alcuni contatti telefonici intercorsi tra Andrea Sempio e l’abitazione dei Poggi nei giorni precedenti al delitto. Elementi che continuano a essere esaminati dagli investigatori nel tentativo di fare piena luce su una delle vicende giudiziarie più discusse della cronaca italiana.
A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il caso continua infatti a suscitare interrogativi, divisioni e attenzione mediatica, mentre la famiglia della vittima torna a chiedere rispetto per il proprio dolore e per la memoria di una giovane vita spezzata.