“Due cog***i…”. Sal Da Vinci distrutto, per lui finisce malissimo: cosa è successo

L’esperienza di Sal Da Vinci all’Eurovision Song Contest 2026 si è rivelata uno dei momenti più discussi e divisivi della stagione musicale europea. Dopo aver trionfato al Festival di Sanremo con il brano “Per sempre sì”, il cantante partenopeo ha portato sul palco europeo una performance che ha acceso il dibattito tra appassionati e addetti ai lavori.

Il brano, fortemente identitario, richiama le radici melodiche italiane e la tradizione musicale napoletana, caratterizzandosi per un ritmo coinvolgente e sonorità che riflettono un’italianità autentica. La performance di Sal Da Vinci si è contraddistinta per un’estetica emotiva e teatrale, che ha puntato sull’intensità vocale e sull’evocazione delle tradizioni culturali, creando reazioni contrastanti tra pubblico e critica. Alcuni hanno apprezzato la sincerità e il valore culturale della scelta, mentre altri l’hanno giudicata poco in linea con le tendenze internazionali, contribuendo a trasformare il suo percorso eurovisivo in un vero caso mediatico.

A commentare la partecipazione di Sal Da Vinci è Mara Maionchi, figura simbolo della discografia italiana. Ospite di De Core Podcast, Maionchi ha analizzato con la sua consueta franchezza il brano “Per sempre sì”. L’opinionista ha espresso apprezzamenti per il ritmo coinvolgente e le sonorità che richiamano la tradizione, ma non ha risparmiato una critica pungente.

“All’Eurovision c’è della roba… di mia zia, non è così moderno”, ha affermato Maionchi, sottolineando come il pezzo di Sal Da Vinci rappresenti più un canto all’italiana che una proposta innovativa. “Sal Da Vinci è un po’ il canto all’italiana. Anche io pensavo che avrebbe vinto Sanremo, era l’unica cosa precisa. Mi è piaciuto, e poi voglio dire non è che ci fossero i Beatles eh. Per sempre sì… due cogli**i”, ha aggiunto con schiettezza, mostrando un’opinione critica ma rispettosa.

Maionchi ha poi commentato la sua preferenza per le canzoni meno tradizionali: “Io non amo tanto la canzone tradizionale. Cioè, a Napoli hanno fatto delle robe meravigliose. Sal Da Vinci ha fatto una canzone tradizionale, a Sanremo c’erano delle cose carine, non sufficienti. E ha vinto”. Nonostante tutto, la discografica ha riconosciuto in Sal Da Vinci un artista perbene, che ha sempre fatto il suo lavoro con dedizione: “Perché no?”.

Chiudendo il discorso, Mara Maionchi ha condiviso alcune delle soddisfazioni più grandi della sua lunga carriera, ricordando il successo di Gianna Nannini: “La cosa che mi è rimasta più nel cuore è stata la Nannini. Erano tanti anni fa, sotto tanti aspetti era una pi**a ma aveva questa comunicazione che mi piaceva molto. E poi era una donna, così rivoluzionaria. Lei all’inizio doveva sfogarsi, un giorno esce America e succede il miracolo”.

L’intervento di Maionchi mette in luce le diverse prospettive sulla musica tradizionale e sulla sua evoluzione, evidenziando come il confronto tra innovazione e radici culturali sia sempre al centro del dibattito artistico e musicale.

L’Eurovision 2026, con la partecipazione di Sal Da Vinci, si conferma quindi come un palcoscenico di grande rilevanza, capace di generare discussioni appassionate e di riflettere le diverse anime della musica italiana, tra tradizione e modernità.