Guerra in Iran, tregua Israele-Libano. Trump: “Vicini all’accordo con l’Iran”. Poi attacca l’Italia: “Non c’è stata per noi, non ci saremo per loro”
Nella notte è entrato in vigore il cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah mediato dagli Stati Uniti. Mentre Trump annuncia imminenti accordi con l’Iran, scoppia il caso diplomatico con Roma: “L’Italia non c’è stata per noi, ora non ci saremo per loro”.
Il mondo osserva con il fiato sospeso il fragile equilibrio del Medio Oriente. Dalle prime ore di oggi è ufficialmente in vigore una tregua di 10 giorni tra Israele e Libano, un’intesa fortemente voluta da Donald Trump che potrebbe segnare l’inizio di una de-escalation dopo settimane di sangue. Tuttavia, il debutto dell’accordo è già segnato da ombre fitte e scambi di accuse.
Il fronte libanese: una pace appesa a un filo
Nonostante l’annuncio ufficiale, la situazione sul terreno resta incandescente. L’esercito libanese ha già denunciato violazioni da parte di Tel Aviv, segnalando bombardamenti avvenuti subito dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco. Da Parigi, il presidente Emmanuel Macron ha espresso un cauto ottimismo, pur avvertendo che la sovranità libanese deve essere rispettata: “Bene la tregua, ma temo sia già a rischio”, ha dichiarato l’inquilino dell’Eliseo.
In Italia, la premier Giorgia Meloni ha accolto con favore la notizia, definendola “eccellente” e richiamando l’attenzione sul ruolo cruciale dei militari italiani impegnati nella missione Unifil. Ma il clima di festa diplomatica è stato bruscamente interrotto dalle parole al vetriolo arrivate dalla Casa Bianca.
Lo strappo di Trump: attacco all’Italia e al Vaticano
In un’escalation verbale senza precedenti, Donald Trump ha puntato il dito contro Roma. “L’Italia non c’è stata per noi, noi non ci saremo per loro”, ha dichiarato il tycoon, accusando il governo italiano di non aver fornito il supporto necessario durante il recente scontro con Teheran.
Non è l’unico fronte aperto per la presidenza USA. I rapporti con il mondo cattolico sono ai minimi storici:
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Contro il Papa: Trump ha rivendicato il diritto di dissentire da Papa Leone XIV, escludendo ogni incontro chiarificatore.
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Ritorsioni economiche: L’amministrazione ha cancellato aiuti per 11 milioni di dollari alla Catholic Charities in Florida.
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L’asse ONU-Vaticano: Il Segretario Generale Antonio Guterres si è schierato apertamente sulla linea del Pontefice riguardo a diritti umani e pace.
Dossier Iran: tra diplomazia e “Pulp Fiction”
Sul versante iraniano, Trump appare invece insolitamente ottimista. Grazie alla mediazione del Pakistan, il presidente USA sostiene di essere “molto vicino a un accordo” e afferma che l’Iran sarebbe pronto a consegnare l’uranio arricchito. Un dossier delicatissimo che Trump sta seguendo insieme al vice JD Vance e al Segretario di Stato Marco Rubio.
A stemperare (o complicare) il clima già surreale, si aggiunge il caso del Segretario alla Difesa Pete Hegseth. Durante una preghiera ufficiale, Hegseth ha citato quello che credeva essere un versetto biblico, rivelatosi invece il celebre monologo di Ezechiele 25:17 tratto dal film Pulp Fiction. Una gaffe che sta scatenando polemiche feroci a Washington.
