“Come il Green Pass”. L’annuncio di Ursula von der Leyen, ufficiale anche in Italia

“È compito dei genitori crescere i propri figli. Non delle piattaforme.” Con queste parole, Ursula von der Leyen ha tracciato una linea netta sul ruolo della tecnologia nella vita dei minori. E per tradurre questo principio in pratica, la Commissione europea ha annunciato di aver completato lo sviluppo di una nuova app per la verifica dell’età online.

L’applicazione, ancora non disponibile sugli store ma già tecnicamente pronta, rappresenta uno degli strumenti più concreti messi in campo dall’Unione europea per rafforzare la protezione dei minori nel mondo digitale. Testata in sette Paesi, tra cui l’Italia, la piattaforma è destinata a diventare un punto di riferimento nei prossimi anni.

Il modello “green pass” applicato all’età

Il funzionamento richiama da vicino quello del certificato digitale utilizzato durante la pandemia di Covid-19. L’obiettivo è lo stesso: certificare un’informazione senza rivelare dati sensibili.

In questo caso, l’app consente agli utenti di dimostrare di aver superato una determinata soglia di età per accedere a servizi online — social network, siti per adulti o piattaforme con contenuti sensibili — senza condividere nome, identità o altri dati personali. Una volta installata, si configura tramite documento d’identità o passaporto, e genera una prova anonima verificabile.

Secondo quanto dichiarato dalla Commissione, il sistema è progettato per essere completamente anonimo: nessuna possibilità di tracciamento, nessuna raccolta indebita di dati. Una promessa che si fonda anche su un elemento chiave: il codice dell’app sarà open source, quindi accessibile e verificabile pubblicamente.

Un tassello dell’identità digitale europea

L’app non è un progetto isolato, ma parte di una strategia più ampia. Si inserisce infatti nel percorso verso il portafoglio di identità digitale europeo, atteso entro la fine del 2026. Questo sistema consentirà ai cittadini di gestire documenti e credenziali digitali in modo sicuro e standardizzato in tutta l’Unione.

La verifica dell’età rappresenta uno dei primi casi d’uso concreti, con un impatto diretto su uno dei temi più delicati del presente: la tutela dei minori online.

I test sul campo: Italia tra i Paesi pilota

Il progetto non è rimasto sulla carta. Il primo prototipo è stato lanciato nel luglio 2025 e sperimentato inizialmente in cinque Paesi: Italia, Francia, Spagna, Grecia e Danimarca. Successivamente, la sperimentazione è stata estesa anche a Cipro e Irlanda.

Questi test su scala reale hanno permesso di migliorare il sistema, correggere criticità e adattarlo alle diverse realtà normative e tecniche. Il coinvolgimento dell’Italia, in particolare, indica che la soluzione è già stata calibrata su un contesto complesso e rappresentativo.

Verso una nuova regolazione del digitale

L’iniziativa si inserisce in un contesto di crescente pressione sulle piattaforme digitali, chiamate a garantire maggiore sicurezza e trasparenza. La verifica dell’età, finora spesso aggirata o inefficace, potrebbe diventare uno standard europeo condiviso.

Resta ora da capire quando l’app sarà disponibile al pubblico e quale sarà la sua reale adozione. Ma una cosa è chiara: l’Unione europea sta cercando di ridefinire le regole del digitale, mettendo al centro la protezione dei più giovani senza sacrificare la privacy.