“Dieci ore sotto torchio”. Mamma e figlia avvelenate, la notizia dalla questura: clamorosa svolta
Una drammatica vicenda familiare si è trasformata in un caso di grande inquietudine e mistero. Nella giornata di ieri, le autorità hanno scoperto la morte improvvisa di una madre e di una figlia, Antonella Ielsi e Sara, avvenuta nello stesso periodo e nello stesso contesto domestico, a Pietracatella. La causa: un avvelenamento da ricina, una sostanza estremamente rara e letale, che suggerisce un gesto intenzionale e premeditato.
Le vittime sono state trovate senza vita nella loro abitazione, e fin da subito si è capito che il decesso non poteva essere attribuito a cause naturali. La ricina, veleno potentissimo derivato dai semi di ricino, è stata rinvenuta nei campioni analizzati dal laboratorio giudiziario, alimentando sospetti di un delitto premeditato. La modalità dell’omicidio ha scosso profondamente la comunità locale e ha acceso le indagini degli inquirenti.
Nelle ore successive alla scoperta, sono stati ascoltati i due unici sopravvissuti della famiglia: Gianni Di Vita, padre della ragazza, e la stessa Alice, la sorella minore della vittima quindicenne. Entrambi sono stati interrogati per oltre 10 ore presso la Questura di Campobasso, senza avvocato, un elemento che ha sottolineato la delicatezza dell’indagine. Le loro versioni sembravano concordanti, ma non hanno dissipato completamente i dubbi degli investigatori, che continuano a cercare ogni dettaglio utile a ricostruire la dinamica degli eventi.
L’inchiesta, coordinata dalla procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, e dal capo della Mobile Marco Graziano, si concentra ora sull’ipotesi di duplice omicidio premeditato. Sono in corso approfondimenti sulla provenienza della ricina, sui regali natalizi sequestrati alla famiglia e sui possibili dissidi interni. La casa di Pietracatella, ancora sotto sequestro, sarà oggetto di un nuovo sopralluogo nei prossimi giorni.
Tra i punti chiave dell’indagine anche la vita privata delle vittime e le possibili motivazioni dietro il gesto. La polizia sta cercando di capire chi possa aver introdotto la sostanza nel loro ambiente e perché. La natura intenzionale dell’avvelenamento lascia supporre che si tratti di un gesto studiato e deciso, con ipotesi di moventi ancora da chiarire.
Il caso ha suscitato grande sgomento e curiosità nella comunità, mentre le autorità continuano le indagini per fare luce su questa terribile tragedia. Resta ancora aperta la domanda su cosa abbia portato a questa tragica conclusione, e su chi possa essere il responsabile di un atto così crudele.

