Addio Santanchè, Meloni ha scelto il nuovo ministro: è proprio lui
Il governo guidato da Giorgia Meloni si prepara a compiere un importante cambio di vertice nel settore del turismo. Secondo quanto appreso dall’Adnkronos, il sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi è stato scelto per prendere il posto di Daniela Santanché, dimissionaria nelle scorse settimane. La nomina, attesa nei prossimi giorni, sarà formalizzata con un giuramento al Quirinale davanti al presidente Sergio Mattarella, che lo renderà immediatamente operativo.
La designazione di Mazzi rappresenta un passaggio cruciale nel percorso di rafforzamento del settore turistico, strategico per l’economia nazionale e fondamentale anche per il comparto dei trasporti e degli eventi culturali. Con il suo profilo esperto nel mondo dello spettacolo e della comunicazione, Mazzi potrebbe apportare nuove idee e dinamismo alla direzione del dicastero.
Un profilo di grande esperienza nel mondo dello spettacolo e della cultura
Nato il 1° luglio 1960 a Verona, Mazzi è attualmente sottosegretario alla Cultura, incarico ricoperto dal 31 ottobre 2022. La sua carriera professionale si è sviluppata tra il teatro, la musica e la televisione, con un’esperienza consolidata nella gestione di grandi eventi e produzioni artistiche. Laureato in Giurisprudenza, Mazzi ha dedicato gran parte della vita allo spettacolo, collaborando con artisti di fama internazionale come Miguel Bosè, i Pooh, Caterina Caselli, Adriano Celentano e Riccardo Cocciante.
Tra i momenti più significativi della sua carriera, spiccano la direzione artistica di sei edizioni del Festival di Sanremo, l’organizzazione dell’“opening” di Expo 2015 a Milano e la gestione dell’Arena di Verona come amministratore delegato e direttore artistico. La sua lunga collaborazione con personaggi del mondo dello spettacolo, tra cui Gianni Morandi, Riccardo Cocciante e Fabrizio Frizzi, testimonia il suo forte legame con la cultura e l’arte italiana.
Un politico moderato con radici nella destra culturale
Mazzi ha sempre dichiarato di aver maturato un interesse per la politica fin dai tempi del liceo, frequentando l’area culturale della destra, oggi vicina a Giorgia Meloni. In un’intervista a L’Arena, ha sottolineato di aver sviluppato un approccio moderato e la capacità di relazionarsi con ambienti artistici e politici di orientamento opposto. “Volevo reagire al fatto che se non eri allineato dall’altra parte politica non avevi diritto di parola”, ha spiegato, evidenziando la sua volontà di dialogo e inclusione.
Un rappresentante del Nord e una figura di continuità
Mazzi è l’unico veronese nel governo Meloni, condividendo questa provenienza con il presidente della Camera Lorenzo Fontana. La sua origine e la lunga esperienza nel settore dello spettacolo e della cultura lo pongono come una figura capace di portare un approccio innovativo e pratico nella gestione del Turismo, settore che necessita di rilancio e di una comunicazione efficace a livello internazionale.
Prospettive future
Con la nomina di Mazzi, il governo Meloni dimostra di voler puntare su figure con un forte background culturale e mediatico, capaci di valorizzare il patrimonio italiano e di promuovere il turismo come leva di sviluppo economico. La sua esperienza nel settore degli eventi e delle grandi manifestazioni potrebbe rappresentare un valore aggiunto per rilanciare il turismo italiano, ancora alle prese con le sfide della ripresa post-pandemica e le tensioni internazionali.
