Addio a Roberto Arditti, morto a 60 anni il giornalista e comunicatore politico
Milano – È morto all’età di 60 anni Roberto Arditti, noto giornalista e professionista della comunicazione, colpito da un infarto nella notte tra martedì 31 marzo e mercoledì 1 aprile. La notizia è stata confermata da fonti vicine alla famiglia, mentre il mondo della politica e dell’informazione piange la perdita di un uomo dalla lunga carriera e ricca di successi.
Nato a Lodi il 28 agosto 1965, Arditti si era laureato in discipline economiche e sociali presso l’Università Bocconi di Milano, dove aveva iniziato a coltivare il suo interesse per l’attualità e la comunicazione. Giovanissimo, fu dirigente della Gioventù Repubblicana e tra il 1987 e il 1992 lavorò nel gabinetto del presidente del Senato Giovanni Spadolini, entrando così in contatto con il mondo istituzionale e politico.
La sua carriera nel giornalismo iniziò nel 1992, quando divenne direttore delle news di RTL 102.5. Successivamente approdò a Rai 1, collaborando come autore del celebre programma di approfondimento Porta a Porta, condotto da Bruno Vespa. Arditti si distinse fin da subito per la sua competenza e capacità di analisi, qualità che gli valsero il rispetto sia nel giornalismo che nel mondo delle istituzioni.
Oltre alla professione di giornalista, Arditti ricoprì incarichi istituzionali di rilievo: fu portavoce del ministro dell’Interno Claudio Scajola durante il secondo governo Berlusconi, e poi direttore della comunicazione e relazioni esterne di Expo 2015 a Milano. Tra il 2008 e il 2010 fu anche direttore del quotidiano Il Tempo, contribuendo con il suo stile incisivo e professionale alla vita dell’editoria italiana.
Nel corso della sua lunga carriera, Arditti collaborò con diverse testate, tra cui Il Foglio e Linkiesta, firmando analisi approfondite sulla politica e sulla comunicazione. Fu anche membro del consiglio di amministrazione di Base Per Altezza, società editrice di Formiche, Formiche.net e Airpress.
La scomparsa di Roberto Arditti rappresenta una perdita significativa per il mondo dell’informazione e della politica italiana. Amato dai suoi colleghi per la sua dedizione e integrità, lascia un’eredità di professionalità e passione che continuerà a essere ricordata.
Il funerale si terrà nei prossimi giorni nella sua città natale, Lodi. La sua memoria resta viva nei ricordi di chi ha condiviso con lui la passione per il giornalismo e la comunicazione.
