Zona arancione per Piemonte e Lombardia? Ecco cosa potrebbe cambiare

Piemonte e Lombardia presto potrebbero dire addio al colore rosso e rientrare nella zona arancione. I dati che provengono da queste due Regioni fanno infatti ben sperare e sono migliorati rispetto a quelli prima dell’ultimo Dpcm di due settimane fa.

 

Lombardia e Piemonte pronte a cambiare colore

Come riportato dal Corriere, Lombardia e Piemonte da quattro giorni sarebbero tecnicamente rientrate nella zona arancione e se ciò dovesse continuare, tra “dieci giorni saranno fuori dal lockdown e le misure restrittive potranno essere allentate”. Quindi, i primi due territori entrati nella fascia rossa potrebbero essere anche i primi a uscirne, come spiegato dal ministro della Salute Roberto Speranza, che ha però invitato alla prudenza.

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Un eventuale cambio di colore cosa comporterebbe per queste due Regioni?
Intanto la possibilità di camminare e spostarsi liberamente durante il giorno, senza bisogno di autocertificazioni e senza dover avere necessità improrogabili di salute o lavoro. Nella zona rossa anche una salutare passeggiata può essere fatta solo se vicino alla propria abitazione. In fascia arancione invece gli spostamenti all’interno del proprio Comune di residenza sono liberi fuori dall’orario del coprifuoco che va dalle 22 alle 5. Chi vorrà muoversi in orario notturno dovrà avere con sé l’autocertificazione. In zona arancione resta comunque vietato uscire dal proprio Comune, a meno che non vi sia l’esigenza per motivi lavorativi o di salute. Lo stesso vale per l’uscita dai confini regionali.

Zona arancione: cosa cambia per negozi, bar e ristoranti

Passare dal rosso all’arancione non cambierebbe per bar, ristoranti, locali, gelaterie e pasticcerie. Per queste attività ancora obbligatoria la chiusura con la sola possibilità di asporto e consegna a domicilio.

Passare dalla zona rossa alla zona arancione vorrebbe dire per i negozi al dettaglio di Piemonte e Lombardia poter riaprire, mentre adesso sono costretti alla chiusura. Discorso diverso per le medie e grandi strutture di vendita, come i centri commerciali, che nei fine settimana e nei giorni festivi e prefestivi continuerebbero a restare chiusi. Eccezione fatta per alimentari, farmacie, edicole e tabacchi.

Mezzi pubblici e scuole

Per i cittadini che si muovono sui mezzi pubblici non ci saranno variazioni: la capienza massima a bordo di bus e metro resta del 50%. Per quanto riguarda le scuole, il passaggio da una fascia all’altra potrebbe voler dire la riapertura delle seconde e delle terze medie, che vedrebbero gli studenti ritornare sui banchi di scuola con l’obbligo però di indossare la mascherina. Sempre che non siano prese decisioni differenti da parte dei governatori. Gli alunni delle scuole superiori continuerebbero invece con la didattica a distanza.

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