Verona, botte e fratture ad agenti, ma i nigeriani tornano liberi

Brutale aggressione da parte di 3 nigeriani senza biglietto ai danni di alcuni agenti della Polfer costretti ad intervenire nella stazione di Verona Porta Nuova durante la serata di ieri.

Sono all’incirca le 20, quando un capotreno richiede l’intervento delle forze dell’ordine al binario 11, dal quale stava per partire un convoglio regionale diretto a Rovigo. A bordo del treno, 3 africani pretendevano di usufruire della corsa pur essendo sprovvisti di titolo di viaggio e pur avendo l’operatore richiesto loro più volte di scendere a terra.

Inutile il tentativo del dipendente di Trenitalia, gli stranieri non ne volevano sapere di rinunciare al loro viaggio gratis e ciò ha provocato un ritardo consistente nella partenza.

Chiamati sul posto, gli agenti della Polfer non hanno ottenuto inizialmente alcun risultato, dato che i nigeriani hanno continuato a rifiutarsi di abbandonare il convoglio, così come di fornire le proprie generalità. Solo dopo una lunga opera di convincimento, di quasi mezzora, gli africani sono scesi a terra, ma la loro ostilità nei confronti degli uomini in divisa non ha mai accennato a diminuire.

Il loro rifiuto di raggiungere gli uffici della Polfer per effettuare le operazioni di identificazione ha convinto gli agenti a chiedere dei rinforzi direttamente dalla questura di Verona.

Per nulla intimoriti, i nigeriani si sono rivoltati contro i poliziotti, pestandoli con violenza inaudita. Nella confusione di quegli attimi, uno dei tre malviventi si è dato alla fuga, facendo perdere rapidamente le proprie tracce. Serie le ferite riportate da due degli agenti impegnati nella colluttazione: 30 giorni di prognosi con probabile intervento chirurgico per uno di essi, con frattura del polso sinistro, e 7 per distorsione del ginocchio al secondo.

Con grande fatica i due africani sono stati bloccati e condotti negli uffici per l’identificazione: si tratta del richiedente asilo 37enne O.E. e del 32enne O.T., in possesso di regolare permesso di soggiorno.

Per loro l’arresto con l’accusa di resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale. Durante il giudizio direttissimo, svolto in un’aula del tribunale di Verona, è tuttavia arrivata la condanna a 10 mesi con sospensione della pena.

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