“Vergogna”. Scontro totale tra Selveggia Lucarelli e Parenzo: botta e risposta durissimo

Un nuovo episodio di polemica tra due figure di spicco del giornalismo e dell’intrattenimento italiano ha acceso il dibattito sui social network, in particolare su X (ex Twitter). Protagonisti di questa diatriba sono David Parenzo e Selvaggia Lucarelli, coinvolti in uno scambio al vetriolo che ha visto accuse reciproche, ironie velenose e riferimenti personali.

L’attacco di Parenzo

Tutto ha avuto inizio con un post di Parenzo, che ha preso di mira Lucarelli con toni sferzanti e un’ironia pungente. Il conduttore radiofonico ha criticato un presunto “scoop” diffuso dalla giornalista, secondo cui lui si sarebbe attivato con il proprio legale contro utenti social colpevoli di insulti o minacce. Parenzo ha scritto: «La signora Selvaggia (di nome) e Lucarelli (di cognome) oggi pubblica un scoop: “se lo insultano o minacciano Parenzo chiama l’Avvocato”. Questo genio del giornalismo italiano – una sorta di Ispettore Clouseau in gonna (non c’è sessismo, è fattuale) – dimentica i suoi di risarcimenti (sotto pubblico un estratto).»

Nel suo lungo post, il conduttore ha accusato Lucarelli di avere una doppia morale, evidenziando come lei abbia richiesto risarcimenti in passato per casi di diffamazione, mentre lui sostiene di essere nel giusto quando si difende dagli insulti ricevuti. Parenzo ha concluso con un tono sarcastico, invitando chi avesse bisogno di un avvocato a contattarlo: «Se vi serve un bravo avvocato chiamatemi, come avete visto il mio non è niente male.» Non sono mancate metafore canino-aggressive: «Ed ecco poi il Chihuahua che si crede Dobermann che mi attacca con il suo solito impeccabile stile. In sintesi: siete assolti per non aver compreso il Fatto.»

La replica di Selvaggia Lucarelli

Immediata e durissima, la risposta di Lucarelli non si è fatta attendere. La giornalista ha accusato Parenzo di costruire la propria visibilità su un programma in cui l’insulto è la cifra stilistica, e di aver ora il coraggio di lamentarsi per le azioni legali di altri. «Il povero Parenzo, dopo una vita che sguazza e fattura grazie a un programma radiofonico la cui cifra è l’insulto, è stato beccato con le mani nella marmellata a chiedere soldi col sistema ambiguo delle letterine dei legali mandate a casa della gente», ha scritto.

Lucarelli ha sottolineato come le sue azioni legali siano trasparenti e affidate a un tribunale, mentre Parenzo utilizza un sistema “ambiguo” per ottenere compensi da utenti della rete. «È talmente ignorante da paragonare il suo sistema per fatturare chiedendo soldi perfino a gente che commenta “”, a una delle sue tante perle (non si vergogna neppure un po’?) al mio essermi (raramente) rivolta a un giudice per stabilire se un commento fosse diffamatorio o no.»

Insulti e accuse personali

Lucarelli ha poi approfondito il caso citato da Parenzo, precisando che la persona condannata a risarcirla per insulti non avrebbe mai pagato, e che lei ha sostenuto spese legali per migliaia di euro. Ha evidenziato come si trattasse di insulti gravi, rivolti a lei e al figlio minorenne, con riferimenti a presunte malattie inventate e minacce. «La tizia non commentava con l’emoticon del pagliaccio, ma insultava me e mio figlio ai tempi minorenni inventando sue malattie e minacciando.»

Chiudendo il suo intervento, Lucarelli ha lanciato un messaggio diretto e severo: «Su Parenzo, studia. E vergognati.»

Un dibattito acceso

Lo scontro ha rapidamente acceso il dibattito tra follower, giornalisti e osservatori. Da un lato chi difende il diritto di tutelarsi legalmente dalle offese online; dall’altro chi denuncia pratiche considerate scorrette, volte più a ottenere guadagni che a proteggere la reputazione.

Il confronto mette in evidenza un tema più ampio e attuale: la gestione dell’odio sui social, il confine tra critica e diffamazione, e l’uso degli strumenti legali in modo più o meno strumentale. Entrambi i protagonisti sono noti per i toni taglienti e l’esposizione mediatica, e sembra probabile che questa disputa non si concluda con un semplice scambio di post.