“Vado a costituirmi”. Garlasco choc, Sempio aveva scritto tutto nel suo diario

A quasi diciannove anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il caso di Garlasco continua a essere al centro dell’attenzione mediatica e giudiziaria. Nell’ultima puntata settimanale di Storie Italiane, andata in onda venerdì 5 giugno, ampio spazio è stato dedicato ai nuovi sviluppi dell’inchiesta che vede Andrea Sempio tra i protagonisti della nuova fase investigativa aperta dalla Procura di Pavia.
Tra gli elementi finiti sotto la lente degli inquirenti ci sono oltre 150 pagine di appunti personali attribuiti a Sempio, materiale sequestrato già un anno fa e ora oggetto di una consulenza specialistica disposta dalla magistratura.

Oltre 150 pagine di scritti sotto esame
Si tratta di 152 pagine manoscritte che saranno analizzate dal professor Roberto Catanesi nell’ambito di una consulenza psichiatrica richiesta dalla Procura. Secondo quanto emerso nel corso della trasmissione, gli scritti conterrebbero riflessioni personali risalenti al 2018, considerazioni sulla propria vita, difficoltà relazionali e pensieri legati al vissuto emotivo dell’autore.
Nei quaderni emergerebbero temi come episodi di bullismo subiti in passato, problemi di autostima, il desiderio di affermazione personale e la ricerca di strumenti per affrontare fragilità e momenti difficili.
Tra le annotazioni riportate figurerebbero inoltre riferimenti all’autolesionismo, alla paura del giudizio altrui e al timore di perdere il controllo delle proprie emozioni. Elementi che gli investigatori ritengono potenzialmente utili per delineare un profilo psicologico dell’indagato.

Le pagine mancanti e la frase che fa discutere
Particolare attenzione sarebbe stata riservata ad alcune pagine mancanti e a determinati passaggi ritenuti significativi dagli inquirenti.
Tra questi, una frase contenuta in uno degli appunti: “Vado a costituirmi dalla Polizia”. Un’espressione che, secondo alcune interpretazioni, potrebbe essere collegata al timore di una possibile riapertura delle indagini sul delitto di Garlasco.
Un’ipotesi che però non convince tutti.

I dubbi sollevati in studio
Durante il dibattito televisivo, il giornalista Zanella ha espresso perplessità sull’interpretazione attribuita a quel passaggio.
Secondo il suo punto di vista, risulterebbe difficile collegare direttamente quelle parole alla riapertura dell’inchiesta, considerando che all’epoca l’interessato non avrebbe potuto conoscere eventuali attività investigative in corso. Zanella ha inoltre evidenziato come il materiale precedente al 2017 non sia presente tra i documenti acquisiti, elemento che ha definito quantomeno curioso.
Le sue osservazioni hanno alimentato un acceso confronto in studio sul reale valore probatorio dei diari e sulla loro possibile rilevanza nell’ambito dell’inchiesta.
Garofano critica la consulenza psichiatrica
A intervenire nel dibattito è stato anche Luciano Garofano, ex comandante del RIS, che ha manifestato forti dubbi sulle modalità con cui la Procura ha deciso di procedere.
Secondo Garofano, la scelta di affidare una consulenza psichiatrica dopo la chiusura delle indagini rappresenterebbe un passaggio discutibile dal punto di vista procedurale. L’ex ufficiale ha sottolineato come un eventuale incidente probatorio avrebbe garantito maggiormente il contraddittorio tra le parti.
Una posizione che ha generato ulteriore confronto con gli altri ospiti presenti in studio, evidenziando ancora una volta le differenti letture che accompagnano questa nuova fase dell’inchiesta.
Un caso che continua a dividere
Il dibattito andato in scena a Storie Italiane riflette perfettamente il clima che continua a circondare il delitto di Garlasco. Da una parte la Procura, impegnata a raccogliere nuovi elementi a sostegno della propria ricostruzione; dall’altra la difesa e diversi esperti che contestano metodo, tempi e interpretazioni investigative.
Nel frattempo, i diari attribuiti ad Andrea Sempio si preparano a diventare uno degli aspetti più discussi della nuova inchiesta. Un elemento destinato ad alimentare ulteriormente il confronto pubblico su uno dei casi giudiziari più complessi e dibattuti della cronaca italiana degli ultimi decenni.